giovedì, 19 febbraio 2026
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Ampio restauro in vista per la chiesa per la chiesa di Zero Branco

Il parroco, don Davide Menegon: “Confidiamo nella generosità di tutti”

Il 2026 sarà un anno decisivo, per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Zero Branco. Dopo secoli di storia, e generazioni di fedeli che ne hanno attraversato la soglia, l’edificio si prepara a un importante intervento di restauro, che interesserà, in via prioritaria, la facciata e la copertura, con un percorso già avviato, sia sul piano tecnico che progettuale.

Le origini della chiesa risalgono al XII secolo; nel corso del tempo, l’edificio è stato, in varie occasioni, ampliato, rinnovato e adeguato alle diverse esigenze, liturgiche e architettoniche, fino ad assumere l’attuale configurazione. La facciata ottocentesca, ultimata nel 1849 e ispirata a modelli neoclassici, rappresenta, oggi, uno degli elementi più noti e riconoscibili del centro cittadino, non solo dal punto di vista religioso, ma anche urbanistico e identitario.

Proprio la facciata, coronata da cinque statue in pietra tenera di Vicenza, presenta, oggi, le criticità più evidenti: degrado superficiale, lesioni, distacchi di materiale e segni di interventi non sempre adeguati, eseguiti in passato, rendono urgente un restauro specialistico. Anche la copertura necessita di un intervento di ripasso del manto, a causa dello scivolamento dei coppi, mentre all’interno sono presenti fenomeni di umidità di risalita che richiederanno analisi diagnostiche e successivi interventi di risanamento.

Il progetto è già stato oggetto di sopralluoghi tecnici e di una relazione dettagliata che ha individuato le priorità e le modalità operative. Nei prossimi mesi si entrerà nella fase di progettazione definitiva, con la predisposizione delle pratiche necessarie e la definizione del piano economico complessivo. Si tratta di un impegno significativo, che richiederà tempo, competenze specialistiche e un importante sforzo finanziario.

Da tempo, infatti, la parrocchia è al lavoro per reperire risorse e donazioni, avviando un percorso di sensibilizzazione volto a coinvolgere famiglie, attività economiche e associazioni del territorio. L’obiettivo è affrontare il restauro in modo strutturato e condiviso, nella consapevolezza che la chiesa rappresenta un bene comune, che essa è patrimonio dell’intera comunità.

“La nostra chiesa non è soltanto un edificio storico: è il luogo in cui la comunità si ritrova, prega e celebra i momenti più importanti della vita. Prendersene cura significa custodire la nostra identità e il nostro senso di appartenenza - è il messaggio che arriva dal parroco di Zero Branco, don Davide Menegon -. Confidiamo nella generosità di tutti, perché solo insieme possiamo affrontare questo impegno e garantire sicurezza e decoro per gli anni a venire”.

Questo 2026 si annuncia, dunque, come l’anno del restauro, ma soprattutto come l’anno di una comunità chiamata a stringersi attorno al proprio simbolo più significativo, trasformando una necessità tecnica in un’occasione di responsabilità collettiva.

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