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Ampio restauro in vista per la chiesa per la chiesa di Zero Branco
Il 2026 sarà un anno decisivo, per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Zero Branco. Dopo secoli di storia, e generazioni di fedeli che ne hanno attraversato la soglia, l’edificio si prepara a un importante intervento di restauro, che interesserà, in via prioritaria, la facciata e la copertura, con un percorso già avviato, sia sul piano tecnico che progettuale.
Le origini della chiesa risalgono al XII secolo; nel corso del tempo, l’edificio è stato, in varie occasioni, ampliato, rinnovato e adeguato alle diverse esigenze, liturgiche e architettoniche, fino ad assumere l’attuale configurazione. La facciata ottocentesca, ultimata nel 1849 e ispirata a modelli neoclassici, rappresenta, oggi, uno degli elementi più noti e riconoscibili del centro cittadino, non solo dal punto di vista religioso, ma anche urbanistico e identitario.
Proprio la facciata, coronata da cinque statue in pietra tenera di Vicenza, presenta, oggi, le criticità più evidenti: degrado superficiale, lesioni, distacchi di materiale e segni di interventi non sempre adeguati, eseguiti in passato, rendono urgente un restauro specialistico. Anche la copertura necessita di un intervento di ripasso del manto, a causa dello scivolamento dei coppi, mentre all’interno sono presenti fenomeni di umidità di risalita che richiederanno analisi diagnostiche e successivi interventi di risanamento.
Il progetto è già stato oggetto di sopralluoghi tecnici e di una relazione dettagliata che ha individuato le priorità e le modalità operative. Nei prossimi mesi si entrerà nella fase di progettazione definitiva, con la predisposizione delle pratiche necessarie e la definizione del piano economico complessivo. Si tratta di un impegno significativo, che richiederà tempo, competenze specialistiche e un importante sforzo finanziario.
Da tempo, infatti, la parrocchia è al lavoro per reperire risorse e donazioni, avviando un percorso di sensibilizzazione volto a coinvolgere famiglie, attività economiche e associazioni del territorio. L’obiettivo è affrontare il restauro in modo strutturato e condiviso, nella consapevolezza che la chiesa rappresenta un bene comune, che essa è patrimonio dell’intera comunità.
“La nostra chiesa non è soltanto un edificio storico: è il luogo in cui la comunità si ritrova, prega e celebra i momenti più importanti della vita. Prendersene cura significa custodire la nostra identità e il nostro senso di appartenenza - è il messaggio che arriva dal parroco di Zero Branco, don Davide Menegon -. Confidiamo nella generosità di tutti, perché solo insieme possiamo affrontare questo impegno e garantire sicurezza e decoro per gli anni a venire”.
Questo 2026 si annuncia, dunque, come l’anno del restauro, ma soprattutto come l’anno di una comunità chiamata a stringersi attorno al proprio simbolo più significativo, trasformando una necessità tecnica in un’occasione di responsabilità collettiva.



