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Nuovo Conservatorio di Castelfranco: lavori bloccati

L’area è deserta e la gru è stata smontata. la preoccupazione di studenti, famiglie e docenti. Istituzioni chiamate a sciogliere il nodo con l’impresa appaltatrice

Il cantiere della nuova sede del conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto è fermo da mesi e, a oggi, l’opera appare lontana dall’essere completata. A confermarlo sono le immagini e le testimonianze raccolte nelle ultime settimane: l’area è deserta, la gru che svettava sul complesso è stata smontata e ritirata a dicembre dalla ditta fornitrice, e da tempo non si vede più alcun operaio al lavoro. Un immobilismo che alimenta preoccupazione tra studenti, docenti e famiglie, in attesa da anni di una sede moderna e funzionale.

Il progetto, affidato a Itaco consorzio stabile, prevedeva la riqualificazione dell’ex scuola Maffioli, della chiesa di San Giacomo e del chiostro dei Serviti, per un totale di 3.700 metri quadrati e un investimento di circa 10 milioni di euro.

L’avvio ufficiale del cantiere, salutato con entusiasmo dalle istituzioni locali, risale a gennaio 2025, quando la consegna delle chiavi all’impresa era stata accompagnata da una cerimonia pubblica e da grandi aspettative.

Ma, già nei mesi successivi, erano emersi segnali di difficoltà. Prima il ritrovamento di amianto, poi, una vertenza tra la ditta e la committenza avevano rallentato l’avanzamento dei lavori, accumulando un ritardo stimato in almeno sei mesi, già a fine 2025.

A inizio 2026, la situazione è precipitata: il cantiere è rimasto completamente fermo, senza personale e con attrezzature progressivamente rimosse. Itaco, nel frattempo, è finita al centro di problematiche anche con altri enti del Veneto, che in diversi casi hanno scelto di rescindere i contratti in essere.

Il risultato è un’opera strategica per la città e per l’intero territorio che rischia di trasformarsi in un simbolo di stallo. Il conservatorio Steffani, punto di riferimento culturale per le province di Treviso e Belluno, continua a operare in spazi provvisori e insufficienti, mentre studenti e docenti attendono risposte chiare sui tempi di ripresa del cantiere.

La comunità locale guarda, ora, alle Istituzioni, chiamate a sciogliere rapidamente il nodo con l’impresa appaltatrice e a garantire che il progetto non venga abbandonato.

La nuova sede, pensata per accogliere attività didattiche, concerti, masterclass ed eventi culturali, rappresenta un investimento fondamentale per il futuro della formazione musicale nel territorio.

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