lunedì, 09 marzo 2026
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Paralimpiadi: artigiani inclusivi a casa Veneto

Il sapere tecnico artigiano trova la sua più alta espressione al servizio delle persone con disabilità. I progetti a misura di ogni persona

Non solo racconto, ma testimonianza concreta di come il “su misura” possa diventare leva di libertà. È questo il filo rosso dell’incontro promosso da Confartigianato Imprese Veneto a Casa Veneto, nel cuore delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026.

Un pomeriggio guidato da Giada Valenti, presentatrice veneta trapiantata da anni negli Stati Uniti, che ha intrecciato storie imprenditoriali, innovazione tecnica e inclusione sociale, culminato con la proiezione del docu-film The sound of artisans , opera immersiva che racconta i territori e i mestieri del Veneto attraverso immagini e suoni del lavoro artigiano.

Se il documentario avvicina il pubblico alla figura dell’artigiano, l’evento ha mostrato come oggi quel sapere tecnico trovi una delle sue espressioni più evolute proprio nella risposta ai bisogni delle persone con disabilità.

In Veneto vivono 314.247 persone con disabilità, pari al 6% della popolazione regionale (dati 2024). Di queste, oltre 36.500 sono lavoratori occupati, con una crescita del +9% nel 2024. Numeri che spiegano perché l’artigianato “su misura” non sia una nicchia, ma una risposta economica e sociale a una domanda concreta di autonomia, mobilità, accessibilità e qualità della vita.

Il tema assume un peso ancora maggiore se letto dentro la vocazione turistica del territorio: con oltre 22 milioni di arrivi e 74 milioni di presenze nel 2025, il Veneto continua a investire sulla qualità dell’accoglienza, inclusa quella per persone con bisogni specifici. La Regione si posiziona, infatti, tra le realtà pilota in Italia per il turismo accessibile e inclusivo, lavorando non solo sull’abbattimento delle barriere fisiche ma anche su formazione, servizi dedicati e cultura dell’ospitalità.

Tra le testimonianze più emozionanti, quella di Giovanni Da Ponte (Cantieri nautici veneziani), maestro d’ascia veneziano, che ha progettato e costruito un’imbarcazione da diporto lunga 6,5 metri pensata per essere utilizzata da persone con mobilità ridotta. Nata per il figlio Luca, affetto da una rara malattia genetica, l’imbarcazione è dotata di una speciale pedana che facilita l’accesso a bordo e, poi, scompare a livello del paiolo, consentendo alla persona in carrozzina di muoversi in autonomia e, se lo desidera, di condurre il mezzo. Un prototipo replicabile che apre la navigazione “a tutti, veramente a tutti”, come sottolineato durante l’incontro: non più solo taxi acquei o mezzi di servizio adattati, ma una barca da diporto capace di restituire il mare – e la laguna veneziana – anche a chi finora ne era escluso.

Dalla nautica alla strada, il principio non cambia: progettare attorno alla persona. Severino Dal Bo, alla guida di Dal Bo mobility srl, ha illustrato come ogni veicolo venga adattato in base alla forza residua, alla mobilità e alle esigenze specifiche dell’utente. Non esistono soluzioni standard: ogni allestimento è un progetto unico. L’obiettivo è duplice – autonomia per chi guida e serenità per le famiglie – attraverso tecnologie avanzate e una cura artigianale del dettaglio che trasforma l’automobile in uno spazio realmente inclusivo.

Inclusione significa anche vestibilità, comfort, prevenzione. L’imprenditore e stilista Pier Giorgio Silvestrin, fondatore di Lydda Wear, ha portato l’esperienza di un’azienda che realizza abbigliamento specifico per persone con disabilità e patologie invalidanti. Premiato nel 2010 con il Sodalitas social award per l’innovazione di prodotto, Silvestrin ha sviluppato linee di abbigliamento riscaldato con batterie ricaricabili per chi soffre di sclerodermia, protettori per la prevenzione delle fratture femorali da osteoporosi e dispositivi come la cuffia ipotermica per i pazienti in chemioterapia.

Un approccio che fonde sartoria ed elettronica – definito “sartronico” – e che dimostra come anche l’abito possa diventare strumento di autonomia.

Tra le testimonianze più significative, quella di Nicola Pradel, neo presidente veneto dei Grafici di Confartigianato. Dopo aver perso un braccio in un incidente motociclistico nel 2012, Pradel ha trasformato la passione per grafica e web in una nuova professione, fondando nel 2016 l’agenzia NPGraphics, attiva in grafica, cartografia e comunicazione digitale. La sua storia racconta un artigianato che non si arrende alla disabilità, ma la supera, grazie a competenze, tecnologie e capacità di reinventarsi.

Accessibilità significa anche orientamento e informazione. La storica Incisoria vicentina, guidata da Massimo Treu e giunta alla quarta generazione, ha realizzato le targhe e le mappe con stampa braille per il villaggio olimpico, il palazzetto dello sport e il palazzetto del ghiaccio di Cortina.

Soluzioni già utilizzate durante i Giochi olimpici di febbraio e ora pienamente operative per le Paralimpiadi di marzo.

L’azienda, che da oltre trent’anni sviluppa sistemi per non vedenti e ipovedenti con metodologia brevettata, esporta in aeroporti, stazioni, metropolitane e strutture internazionali – dall’aeroporto di Dubai a hotel negli Stati Uniti – e ha recentemente brevettato una mappa braille antibatterica e antivirale, segno di una costante tensione all’innovazione.

“L’incontro di Casa Veneto ha messo in luce un modello produttivo che lavora «non in serie ma per l’uomo». Un artigianato che, come dimostrano le storie raccontate, non si limita a fabbricare oggetti, ma progetta anche possibilità – così Claudia Scarzanella, vice presidente di Confartigianato Imprese Veneto – senza gli artigiani, come ci ha ricordato Ermanno Olmi nel suo documentario «Artigiani veneti», nessuna città può essere concepita, abitata, frequentata: inclusione, nel lessico dell’impresa artigiana, significa trasformare la competenza tecnica in autonomia concreta, e alle Paralimpiadi questo messaggio assume un valore ancora più forte.

Devis Zenari, presidente Confartigianato Imprese Verona presente all’evento ha rilanciato l’appuntamento del il 13 Marzo a Verona con “Oltre il traguardo, storie di atleti, di persone e di comunità”, organizzato proprio per le Paralimpiadi, un manifesto di testimonianze di atleti che hanno fatto della loro disabilità la loro forza e di associazioni che accompagnano ogni giorno ragazzi e famiglie nel difficile percorso dell’autonomia attraverso lo sport.

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