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Collaborazione Valcavasia in cammino insieme: il Corpus Domini vissuto a Castelcucco
Un “pezzettino di cielo”: con queste parole cariche di stupore mons. Mauro Motterlini, il vicario generale, ha descritto nell’omelia il mistero eucaristico, nella Solennità del Corpus Domini, da lui presieduta nella chiesa di Castelcucco, domenica 7 giugno. Tutta la celebrazione, in effetti, si è mossa lungo questa traiettoria celeste. Volendo usare un’altra metafora è stato come assistere a un concerto ben armonizzato, capace di toccare nel profondo l’anima di tutti i fedeli.
La liturgia di quest’anno ha seguito il solco già tracciato lo scorso anno, quando i cinque Consigli pastorali parrocchiali della Collaborazione pastorale Valcavasia, dopo un attento discernimento, avevano preso la decisione di vivere assieme la celebrazione eucaristica, mantenendo le celebrazioni all’interno delle singole parrocchie, ma con un’unica processione per tutti.
Il “concerto” è stato realizzato grazie alla buona volontà dei gruppi liturgici delle singole parrocchie, che hanno saputo mappare e valorizzare le forze e le energie di ogni comunità: lettori, corali, chierichetti, ministri straordinari della comunione, addetti alla processione, fino al prezioso supporto della Pro loco e dei Gruppi alpini. È stata una corsa a condividere i tesori più preziosi di ciascuno per la riuscita di una celebrazione che rimettesse al centro il cuore della nostra fede: l’Eucaristia.
Un piccolo ritardo iniziale, a causa di alcune manifestazioni stradali, ha fatto crescere nei fedeli il desiderio e l’attesa di dare inizio alla liturgia, pronti a nutrirsi di quel pane per cui “chi mangia di questo pane vivrà in eterno” (Gv 6, 58).
Nella duplice mensa della Parola e del Pane di vita la presenza degli adulti si è fusa con quella dei più piccoli delle varie classi di catechismo, in particolare dei bambini della Prima comunione.
Sono risuonate nei cuori le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Momento culminante è stato l’accostarsi all’altare da parte di tutti i fedeli per ricevere l’Eucaristia sotto le due specie, del Corpo e del Sangue di Gesù: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”.
Dopo l’Eucarestia è partita la processione. Il corteo era aperto dalle cinque croci astili delle singole parrocchie, quasi a esprimere visibilmente l’unicità di un ponte teso tra cielo e terra. Subito dopo seguivano i bambini del catechismo e della Prima comunione che, con il lancio di petali, preparavano il tappeto su cui Gesù Eucaristia potesse camminare attraverso le vie di Castelcucco, addobbate a festa per l’occasione.
Tappa finale della processione è stata la cooperativa Vallorgana. Una realtà preziosa che accoglie la fragilità di diversi ragazzi e ragazze per accompagnarli, insieme ai loro educatori, in un percorso verso l’inserimento lavorativo protetto. In questo spazio di inclusione e carità si è vissuto un profondo legame con la promessa evangelica. Proprio qui, davanti ad un’unica comunità, è stata impartita la benedizione solenne con l’Eucaristia.
Al termine, la festa è continuata nel segno della fraternità: a tutti i fedeli è stata offerta, da parte degli Alpini e la Pro loco, una pastasciutta, insieme ad una fetta d’anguria e a dei dolci. C’è stata l’opportunità di visitare gli spazi e scoprire le attività della cooperativa Vallorgana, guidati dagli stessi ragazzi e dai loro educatori.
“Si può proprio dire che la sinfonia delle cinque comunità parrocchiali - hanno commentato i due parroci della Collaborazione, don Pierangelo Salviato e don Enrico Prete - abbia suonato all’unisono, dando vita a un concerto, in cui il Signore ha vestito i panni del direttore d’orchestra per toccare il cuore di chiunque vi abbia preso parte. In questa intensa giornata, Gesù ha davvero permesso a ciascuno di noi di toccare “un pezzo di cielo in terra!”.



