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Avis di Castelfranco: crescono i giovani donatori

Aumenta il numero dei nuovi donatori in Avis a Castelfranco Veneto: il dato, 152, è il migliore dell’ultimo decennio. Ma l’aspetto più interessante è che per la maggior parte si tratta di giovani tra i 18 e i 30 anni, italiani ed anche stranieri di origine. Segno che l’intensa attività nelle scuole permette di gettare semi che poi, nel tempo, producono frutti.

Aumenta il numero dei nuovi donatori in Avis a Castelfranco Veneto: il dato, 152, è il migliore dell’ultimo decennio. Ma l’aspetto più interessante è che per la maggior parte si tratta di giovani tra i 18 e i 30 anni, italiani ed anche stranieri di origine. Segno che l’intensa attività nelle scuole – all’inizio più sporadica e ora invece coordinata e strutturata – permette di gettare semi che poi, nel tempo, producono frutti.
“Mi capita di incontrare dei ragazzi che ho conosciuto in classe quando, anche anni dopo, vengono al centro trasfusionale per donare il sangue – racconta Giovanni Canil responsabile scuole dell’Avis comunale -. Qualcuno mi dice: non si ricorda di me? Ma come faccio, l’anno scorso ho incontrato oltre un migliaio di studenti, nel 2016 oltre duemila. Però sono contenta, perché questa è dimostrazione che i messaggi importanti rimangono nella testa e nel cuore dei giovani e, anche a distanza di tempo, possono trovare vie concrete per esprimersi”.
Ormai tutte le scuole superiori castellane sono coinvolte nel progetto, in particolar modo le classi quarte e quinte che possono scegliere fra diversi interventi formativi: lezioni frontali di spiegazione dell’iter di donazione, giochi di simulazione, visite al centro trasfusionale dell’ospedale di Castelfranco, dove incontrano il dott. Renzo Risato, che spiega non solo dove va a finire il sangue ma anche apre a molte questioni correlate. Dall’inizio dell’anno scolastico oltre trecento studenti hanno incontrato Avis e il calendario per i prossimi mesi è denso: dalle sei classi dell’istituto Rosselli a quelle del Nightingale, dalle otto del Martini alle quattro del Segra, e così via tutte le altre.
“Di fatto l’ospedale si fermerebbe se non ci fosse la disponibilità di sangue e dunque di donatori. Per questo motivo la nostra attività di sensibilizzazione a tutti i livelli è importante ed è sostenuta dalla struttura a livello provinciale e regionale. L’obiettivo che ci diamo, soprattutto con i più giovani, è di renderli consapevoli delle necessità degli altri e di collaborare responsabilmente per avere una buona vita per sé e per chi ci sta accanto”. Restano sempre colpiti, i volontari che entrano nelle classi, delle risposte attente dei giovani e di come riescono a lasciarsi interrogare sui messaggi e sui valori proposti.
I dati, presentati sabato scorso all’assemblea annuale di Avis Castelfranco dal presidente Osvaldo Rossi, indicano 1.642 donatori nel 2017 e 2.438 donazioni: 2.083 sacche di sangue intero, 340 sacche di plasma e 15 di piastrine. I 152 nuovi iscritti sono metà maschi e metà femmine e 13 di loro sono di origine straniera. 91 hanno tra i 18 e i 30 anni, 31 tra i 31 e i 40 anni, 27 hanno tra 41 e i 50 anni e 5 dai 51 ai 60.

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