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Castelfranco: i cinquant'anni del Conservatorio

Cinquant’anni portati con stile, quelli che nel 2019 compirà il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto. Per l’occasione, durante l’inaugurazione del nuovo Anno accademico, sono stati presentati i numeri e i più importanti progetti di questa università della musica, in cui tanti talenti si sono formati.

Cinquant’anni portati con stile, quelli che nel 2019 compirà il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto. Per l’occasione, durante l’inaugurazione del nuovo Anno accademico, sono stati presentati i numeri e i più importanti progetti di questa università della musica, in cui tanti talenti si sono formati. “I dati, il nostro stesso operare, la vita di questa istituzione dimostrano che non c’è nulla di più inesatto dell’affermazione che con la cultura non si produca reddito”, ha confermato il direttore Stefano Canazza, snoccialando cifre e novità. Oggi il Conservatorio ha 400 studenti e 80 docenti, 120 in tutto le persone occupate. Produce 20.000 ore di lezioni frontali, in gran parte individuali e 5.920 ore di produzione e ricerca. La struttura ha un bilancio complessivo di circa 5 milioni di euro annuali, di cui 400 mila euro da Ue e Miur per progetti internazionali in un quadriennio. “Siamo l’università della musica di due province, Treviso e Belluno, grazie all’accordo di gestione della scuola Antonio Miari, storico istituto musicale delle Dolomiti”.
Numerosi dunque i progetti importanti, da quelli all’estero come Erasmus, Erasmus plus e altri protocolli con realtà straniere, all’avvio del master di secondo livello di pianoforte, unico ad oggi attivato allo Steffani, capace di richiamare 8 studenti da tutto il mondo; dal progetto della nuova sede che sta prendendo forma all’esposizione della collezioni di strumenti antichi di proprietà del Comune in gestione al Conservatorio.
“Stiamo infittendo la rete di collaborazioni - ha proseguito Canazza -, per esempio con l’Università di Padova per villa Bolasco. Siamo molto orgogliosi di questa sinergia tra due istituzioni che si occupano entrambe di formazione superiore”. Dopo una mini-stagione nell’autunno del 2017, in occasione del premio Parco più bello d’Italia il Conservatorio ha partecipato alla giornata di premiazione e il 3-4 novembre scorso in occasione dell’apertura alla città con vari recital e momenti musicali interni agli spazi della villa.
Quest’anno, inoltre, il Conservatorio ha attivato un nuovo rapporto con l’Istituto regionale ville venete. “Tra ottobre e novembre a villa Chiminelli e villa Farsetti abbiamo tenuto due concerti, attivando così un accordo che nel 2019 coinvolgerà tutti i conservatori veneti per la partecipazione al Festival delle Ville Venete”. In settembre infine il Conservatorio di Castelfranco ha stretto un accordo con la Camera di Commercio di Treviso e Belluno per un carnet di eventi da portare sul territorio: 90 mila euro per tre anni. Così la musica dal vivo esce dai teatri e arriva nei diversi comuni.
“Per il 2019 abbiamo messo in cantiere un calendario di 12 mesi - conclude il direttore, che recentemente è stato nominato dal ministro Bussetti membro della commissione per la redazione del codice della legislazione scolastica, università, dell’alta formazione artistica musicale e coreutica e della ricerca -; tra gli eventi di spicco c’è un grande contest sulle mura in collaborazione con l’Università di Buenos Aires”.

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