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Castelfranco: studenti del liceo Giorgione impegnati per la pace

Anche quest'anno il liceo Giorgione ha partecipato alla marcia per la pace Perugia-Assisi e ad alcune iniziative collaterali. La bandiera della marcia è stata poi al centro di "Pace sulle trincee del Grappa", un'iniziativa, organizzata dal  liceo assieme agli altri istituti castellani, in concomitanza con il centenario della Grande guerra.

Anche quest'anno il liceo Giorgione ha partecipato alla marcia per la pace Perugia-Assisi e ad alcune iniziative collaterali. Più di quaranta studenti ed ex studenti ora universitari, accompagnati da una rappresentanza della società civile, composta di persone appartenenti a varie associazioni di volontariato del territorio,  sono partiti da Castelfranco Veneto per partecipare all'ormai abituale appuntamento del liceo con la città di San Francesco.
La Marcia della Pace è continuata idealmente anche nel Veneto, coinvolgendo gli studenti degli istituti superiori della Castellana.  Al termine di questa festa della Pace, infatti, gli studenti hanno ricevuto da Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, un testimone importante: la grande bandiera di 25 metri dai colori dell'iride che accompagna il corteo della Perugia-Assisi. Questa bandiera è stata al centro di "Pace sulle trincee del Grappa", un'iniziativa, organizzata dal  liceo assieme agli altri istituti castellani che aderiscono alla Rete Milllelingue, (scuola capofila l'Istituto "Martini") volta a sensibilizzare gli studenti sul tema della pace, in concomitanza con il centenario della Grande guerra (in occasione dell'anniversario della battaglia di Vittorio Veneto). Ogni istituto ha partecipato con una propria delegazione per un totale di centoventi studenti. Arrivati con due pullman sul massiccio del Grappa, hanno portato la bandiera di pace sui luoghi che sono stati scenario di una guerra crudele e insensata, proseguendo l'azione dei loro compagni friulani che l'hanno portata  lungo le trincee del confine orientale. Ciascun istituto ha espresso con voci  e mezzi diversi (letture di poesie e brani a tema, intermezzi musicali, ecc.) il rifiuto della guerra, l'insegnamento che proviene dalle pagine di storia che riguardano ogni conflitto bellico.
Dopo un'escursione nelle trincee, gli studenti sono  giunti al sacrario di Cima Grappa. Qui hanno ascoltato una spiegazione storica sul mausoleo  a cura del prof. Berti (Itis Barsanti) e le vibranti parole di don Albino Bizzotto che ha invitato i ragazzi a mantenere desta la propria coscienza critica  contrastando la logica economica che è alla base di tutte le guerre che si presentano oggi in forme più insidiose e difficili da individuare che nel passato. Richiamando l'enciclica di Papa Francesco "Laudato sii"ha sottolineato come sia essenziale per contrastare la logica delle guerre avere attenzione per la Terra, considerata come un organismo vivente da rispettare e amare superando l'antropocentrismo dominante.
Al termine della manifestazione gli studenti  hanno invocato la pace per tutti coloro che anche oggi sono sotto le bombe; a cento anni dalla fine della guerra una Dichiarazione di Pace all’Europa e al mondo già pronunciata dai loro compagni friulani: “Noi, giunti sui luoghi dove cento anni fa centinaia di migliaia di persone persero la vita in scontri fratricidi, determinati a sradicare la guerra dal nostro secolo, dichiariamo la pace all’Europa e al mondo, consapevoli delle violenze in corso e delle minacce che incombono, ci impegniamo a far venire meno ogni causa di guerra durante la nostra vita e ad essere attivamente costruttori di pace promuovendo il rispetto di ogni essere umano nella sua dignità e nei suoi diritti, eliminando ogni tipo di ingiustizia. Considerato che la pace è un diritto umano fondamentale della persona e dei popoli, pre-condizione necessaria per l’esercizio di tutti gli altri diritti, ci impegniamo affinché questo diritto venga effettivamente riconosciuto, applicato e tutelato a tutti i livelli, dalle nostre città all’Onu. Considerato che viviamo in un mondo di risorse naturali limitate, con una popolazione quadruplicata sin dall’inizio della prima guerra mondiale, abbiamo preso coscienza di essere tutti interdipendenti e decidiamo di gestire con saggezza ed equità queste risorse così come il prodotto del lavoro umano a beneficio di tutti e ciascuno, traducendo nei fatti la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Rifiutiamo la concorrenza tra esseri umani e tra paesi e scegliamo la via della cooperazione tra tutti, della globalizzazione della solidarietà e dell’aiuto reciproco in ogni campo. Rinunciamo alla violenza come mezzo per risolvere i conflitti tra individui e popolazioni. Ci consideriamo responsabili gli uni degli altri e cercheremo di proteggere chi è vittima o minacciato di abuso o di violenza dovunque accada".

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