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Cementificio di Pederobba, al via lo studio epidemiologico
Si è tenuta ieri pomeriggio, in Provincia, l’inchiesta pubblica con audizione di tutti coloro che avevano presentato le osservazioni contro il progetto dell’Azienda Cementi Rossi che consentirebbe l’impiego di plastica come combustibile per riscaldare il forno per la produzione del cemento.
Si è tenuta ieri pomeriggio, in Provincia, l’inchiesta pubblica con audizione di tutti coloro che avevano presentato le osservazioni contro il progetto dell’Azienda Cementi Rossi che consentirebbe l’impiego di plastica come combustibile per riscaldare il forno per la produzione del cemento.
Il sindaco di Pederobba – Marco Turato – ha ribadito il contenuto di tutte le 15 osservazioni da lui firmate e, in più, ha comunicato che lo studio epidemiologico voluto dall’Amministrazione, è stato finalmente affidato tanto che è ormai prossima la prima riunione operativa.
«Quella dello Studio Epidemiologico – afferma il sindaco Turato - costituisce una richiesta fissa ed insistente della mia Giunta e di quella che mi ha preceduto. Un primo “Progetto Pilota Salute&Ambiente” è stato promosso dall’Amministrazione Comunale in data 3 dicembre 2009 tentando di coinvolgere medici di base e pediatri di una serie di Comuni limitrofi, l’Ordine dei Medici e l’Ulss. Il progetto non è partito. Il 16 marzo 2016 abbiamo tentato l’avvio di un Tavolo multi-Istituzionale e multi-disciplinare per analizzare l’impatto sulla salute dei cittadini dell’inquinamento ambientale nei nostri Territori. Anche questo tentativo non ha, poi, avuto seguito. Oggi – continua il Sindaco - questa caparbietà della Giunta Comunale è finalmente stata premiata con la concretizzazione dell’avvio di uno studio di indagine epidemiologica finalizzato a mettere in evidenza possibili effetti sanitari attribuiti alle ricadute passate di inquinanti prodotte dall’impianto. Con una operazione di georeferenziazione relativa alle schede di dimissione ospedaliera delle patologie comunemente collegate agli Nocs, avremo il risultato». «Lo studio – precisa l’assessore all’Ambiente Sabrina Moretto – è di tipo “caso-controllo”; vengono, ossia, confrontati due gruppi all’interno di una stessa popolazione di riferimento: il gruppo dei “casi”, composto da soggetti affetti da un insieme di patologie, e il gruppo dei “controlli”, soggetti sani o comunque non affetti da quelle patologie indagate. Il confronto tra questi due gruppi viene effettuato con riferimento a uno o più fattori di rischio che si considerano essere potenzialmente correlati con la patologia in esame. In sostanza, l’obiettivo è verificare se i soggetti malati, abbiano risieduto in luoghi più esposti al fattore di rischio considerato, rispetto ai soggetti sani». I risultati di questo lavoro mirato potrebbero aversi in non più di sei mesi.



