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Il diario di Rashidah, vincitore al premio Prunola, scuote Castelfranco
Il testo della studentessa, forte ed intenso, dedicato ad una vicenda di immigrazione dalla Nigeria, ha scosso i presenti all’Accademico per la premiazione del concorso, patrocinato dal Comune.
Se per anni cresci respirando i valori della solidarietà, poi è inevitabile che questi vengano fuori. E’ successo così ad Eleonora Rossato, 17 anni, liceo scientifico Giorgione, vincitrice del castellano premio Prunola di quest’anno, sezione scolastica inediti, con un testo ben scritto e di forte impatto emotivo: “Le morbile ruvide mani di papà”. Racconta di una ragazzina tredicenne, Rashidah e del suo viaggio dalla Nigeria passando per la Libia fino a Lampedusa, dei motivi per cui è partita e dell’inferno che ha vissuto durante il suo familiare esodo.
“Da quando sono qui in Italia – scrive Eleonora dando voce, in prima persona con la tecnica del diario alla giovinetta nigeriana - ho sentito molte notizie di persone che hanno vissuto un’esperienza simile alla mia; nei giornali e nei telegiornali la raccontano come: «tragedia nel Mediterraneo, 120 vittime…» oppure «altri 300 sbarchi nella giornata di oggi, recuperati 25 corpi» ma sono solo parole, numeri… una storia così non può essere raccontata con sole parole o freddi numeri”.
Eleonora/Rashidah scrive del padre, “il suo mito, il suo eroe”, l’uomo che più volte durante tutto il tragitto la sostiene, la sprona, la salva, muore durante la traversata in barca, diabetico senza più insulina; lei invece con la mamma ce la fa, arriva a Brindisi ed ora passa il tempo in attesa di ricominciare a vivere. “Non dovevamo essere tristi, in questo modo saremmo morti prima. Lui continuava a cantare delle canzoncine per tenerci allegre, mi coccolava con le sue mani ruvide e faceva altrettanto con mia madre. (...) Oggi quando ho soffiato le candeline, il desiderio è stato tutto per te, papà”.
Con questo testo, dunque, Eleonora ha ritirato il suo premio a metà marzo in teatro Accademico. “Non sono nemmeno convinta di essere brava a scrivere – sostiene -; semplicemente la mia insegnante mi ha proposto di partecipare al concorso e non potevo rifiutarmi. Non sapevo di cosa parlare, poi mio fratello mi ha consigliato di tentare di costruire una storia a partire dal tema dei migranti. Allora mi è venuta in mente una mia amica suora che a volte mi racconta frammenti di vite delle persone accolte nella sua comunità religiosa”.
Una ragazza normale, impegnata nello studio, con il sogno di diventare medico. Durante la premiazione le hanno chiesto cosa ne pensa, lei, di tutti questi stranieri che arrivano in Italia: “Quando vedo una persona in difficoltà, nasce spontaneo in me il desiderio di aiutarla. Noi che abbiamo molto di più di loro possiamo provare a fare qualcosa, anche ad accoglierli. E’ normale – aggiunge con una schiettezza che quasi sorprende - avere paura di chi non si conosce, ma se fossimo noi al loro posto come desidereremmo gli altri si comportassero con noi?”.
Significativo dunque che il premio Prunola, voluto dall’associazione Dentro al Centro in collaborazione con Panda Edizioni e patrocinato dal Comune di Castelfranco Veneto, assegni il riconoscimento ad un racconto profondamente empatico che pone l’attenzione sulle vicende, simili ma tutte molto diverse, dei migranti che arrivano in Italia. Il testo è pubblicato ora su www.altrestorie.eu.



