martedì, 16 aprile 2024
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Loria, l’amministratore con l’Africa nel cuore

Il racconto di Michele Guidolin, assessore al Sociale. Direttore dell’associazione “Incontro fra i popoli”, è chiamato a conciliare l’attività in Giunta con i viaggi in Africa. Una sfida impegnativa, ma con molte opportunità e scoperte

L’Africa, il volontariato poi diventato lavoro, infine l’impegno politico come assessore nel proprio Comune, Loria. Insomma, “La mia Africa” non è solo un bellissimo film, ma nel nostro caso, soprattutto, l’esperienza di vita professionale dell’assessore Michele Guidolin 36 anni sposato e con due figli. E questa bella, quanto importante e particolare, esperienza l’ha spiegata di recente a una platea tanto attenta quanto numerosa dell’Università popolare dell’Alta Castellana, riunita nella sala della biblioteca comunale.

“I miei 300 giorni in Africa”, il tema dell’incontro presentato dalla presidente dell’Università popolare, Tina Guglielmin, in riferimento proprio all’esperienza africana dell’assessore alle Politiche sociali, Istruzione e Cultura. Laurea in Scienze politiche con specializzazione in Diritto delle politiche europee, Guidolin è sempre stato vicino al mondo della cooperazione, prima come volontario, poi come stagista; infine, la sua è diventata una vera e propria professione, essendo ora direttore dell’associazione “Incontro fra i popoli”, che opera con progetti finanziati anche dal Governo italiano, Regione Emilia Romagna e da altri Enti pubblici e privati, in Camerun, Ciad e Congo. Cooperante da 13 anni, ha messo insieme 311 giorni trascorsi in Africa, a contatto con gli ultimi della terra. “E’ stata ed è una esperienza di crescita umana e professionale molto importante - ha spiegato Michele Guidolin a un’attentissima platea. “Mi occupo soprattutto di progetti che vanno dalla lotta alla malnutrizione e lo sviluppo della filiera agroalimentare”, spiega.

Ma come si riesce a conciliare l’attività amministrativa con quella del cooperante? “Diciamo che da consigliere comunale semplice è più facile, riuscivo a stare fuori 30-40 giorni. Con le deleghe di Giunta che sono chiamato a seguire, invece, cerco di concentrare in periodi particolari le mie uscite. Quest’anno, ad esempio, sono stato via dal 2 al 14 gennaio. Diciamo anche che grazie alla tecnologia, il cui uso si è accentuato con la pandemia, utilizziamo molto i mezzi telematici con collegamenti Zoom, che ora abbiamo aperto anche al Consiglio comunale, limitando al massimo le assenze. Ma questa dei collegamenti è diventato quasi una prassi perché ci connettiamo anche per incontri in zona con colleghi assessori o sindaci”.

Un’esperienza che ha arricchito anche l’esperienza di amministratore comunale di Guidolin: “Sì, lavorare con gli ultimi e con difficoltà estreme mi ha dato strumenti per affrontare tante problematiche dei miei referati, in particolare il Sociale, con una sensibilità diversa. Inoltre, faccio meno fatica ad approcciarmi a quella che è, anche qui, una società multi-etnica. Poi, nello specifico, nei nostri progetti applichiamo il codice degli appalti italiano, e questo, naturalmente, mi aiuta, sia da una parte che dall’altra. Infine, dovendomi relazionare con ambasciatori, ministri, diplomatici, tutto questo mi ha aiutato molto anche nelle relazioni locali con sindaci, presidenti e colleghi vari”.

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