Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Nuova vita per palazzo Soranzo a Castelfranco
La prima iniziativa è l’esperienza espositiva “Temporanea”
Un luogo di cultura votato alla conservazione e valorizzazione della memoria della città e del suo territorio. E’ la nuova “vita” di palazzo Soranzo Novello, storico edificio di Castelfranco Veneto, che si appresta ad aprire le porte ad una nuova fase della sua lunga esistenza. A partire dal 16 giugno e fino al 1° ottobre 2023, il palazzo ospita “Temporanea. Esibire, documentare, recuperare”, un’esperienza espositiva che ha l’obiettivo di restituire alla comunità questo luogo: primo passo verso la trasformazione in museo, luogo di cultura, di arte e di storia. “Temporanea”, mescolando i silenzi e l’immobilità dello spazio vuoto e del tempo sospeso alla densità, alla varietà, al colore e all’espressività di una vasta schiera di oggetti “liberati” dai depositi museali della città, si compone di tre operazioni, ognuna con un proprio linguaggio. “L’acquisizione di palazzo Soranzo Novello e la sua restituzione alla città - ha spiegato il sindaco Stefano Marcon - riveste una notevole importanza, perché questi spazi sono nel cuore di molti castellani. Abbiamo esercitato un diritto di prelazione, con il consenso unanime dei presenti in Consiglio comunale, investendo 3,6 milioni di euro. Ora abbiamo nuovi spazi da mettere a disposizione della cultura. Un primo passo che assieme alla sede del Conservatorio, al futuro auditorium del Duomo Tina Anselmi, a museo, biblioteca e teatro, fanno di Castelfranco una città rinnovata e aperta alla cultura”. “Temporanea” seleziona numerosi oggetti dalle collezioni civiche di Castelfranco, esponendoli in modo inedito e immersivo.
La storia dell’istituzione museale a Castelfranco Veneto è quanto mai lunga e incidentata. Dopo gli avvii nel tardo Ottocento, il museo civico è stato un insieme di oggetti più che un luogo votato a custodirli, a raccontarli e a metterli a disposizione continuativa del pubblico. “Siamo riusciti a realizzare un progetto lungimirante e di grande respiro grazie ad un intenso lavoro di squadra che permetterà di dare un cambio di passo alla città - ha ribadito l’assessora alla Cultura, Roberta Garbuio -. In tanti hanno creduto in questa operazione, mettendoci passione ed entusiasmo. Lo tocchiamo con mano nel quotidiano, in quanti si stanno impegnando nel dare all’iniziativa il lustro che merita. Un ringraziamento lo rivolgo a Banca delle Terre Venete, all’associazione Dentro il Centro, al Conservatorio Steffani e agli Istituti Giorgione e Martini, molte Istituzioni che con apporti diversi collaborano per la migliore riuscita dell’operazione”. Il patrimonio museale castellano, di per sé, è eterogeneo e vario, come tipico delle collezioni dei musei civici di ogni città. Ci sono le collezioni naturalistiche (rocce, minerali, fossili, conchiglie), le ceramiche del fondo Varo e le antiche ceramiche di provenienza archeologica locale, la bella collezione lapidaria (proveniente dal chiostro dei Serviti e dalla chiesa di San Giacomo, ma non solo) e la collezione di armi da fuoco e armi bianche, la pinacoteca, con dipinti dal XVI al XX secolo, e le collezioni di stampe antiche e disegni. E ancora: la collezione di sigilli, quella numismatica e archeologica, gli strumenti musicali del fondo Alberto Cosulich, il noto fondo di burattini di Bepe Pastrello e, naturalmente, la collezione di beni della cultura materiale rinascimentale. Per presentare al pubblico l’insieme di questa varietà di oggetti non si è scelto il meccanismo della classica esposizione ordinata, ma una soluzione artistico-installativa che, trattando il materiale in maniera originale ma comunque pertinente, mediante una scelta di pezzi significativi, restituisse in un colpo d’occhio il senso del collezionare.
“Intento fondamentale dell’iniziativa - ha dichiarato Matteo Melchiorre direttore di biblioteca, museo e archivio storico di Castelfranco Veneto e curatore di Temporanea - in vista del lungo processo di concezione, progettazione e realizzazione del futuro museo civico a palazzo Soranzo, è quello di sensibilizzare la cittadinanza e il territorio della Castellana, innanzitutto sulla necessità di uno screening dell’intero patrimonio museale, che, muovendo dalle pregresse catalogazioni e inventariazioni, porti avanti e rinnovi lo studio dei materiali, individuando le eventuali necessità di restauro, approfondimento scientifico, aggiornamento degli standard descrittivi e conservativi. Al tempo stesso, nella consapevolezza del carattere eterogeneo del patrimonio museale e della necessità di un discorso sul medesimo che, in questa fase di avvio, risulti il più evocativo e scenografico possibile, l’iniziativa si presenta anche come l’occasione di un dialogo con un’interpretazione artistica del luogo e dello spazio in cui le opere sono state allestite”.



