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Silea: “guantoni” simbolo d’inclusione, con “Baseball al parco”

La serie dei quattro incontri “Baseball al parco”, promossa dal Comune di Silea insieme ad Auser Polaris e all’asd Carpe di Marca - Amici del baseball, ha visto la partecipazione di una quindicina di ragazzi e persone con disabilità
23/07/2026

Nato quasi per caso dall’idea di estendere un’attività già proposta alle persone con disabilità, il progetto si è successivamente trasformato in un’opportunità di aggregazione per i giovani del territorio con nuovi compagni di squadra. La serie dei quattro incontri “Baseball al parco”, promossa dal Comune di Silea insieme ad Auser Polaris e all’asd Carpe di Marca - Amici del baseball, ha visto la partecipazione di una quindicina di ragazzi e persone con disabilità.

Ed è così che sabato dopo sabato, nei mesi di giugno e luglio, i partecipanti iscritti hanno preso parte a un percorso sportivo fatto di sessioni di riscaldamento, lanci di palla e attività di squadra accompagnati da animatori e allenatori.

L’iniziativa è nata dall’incontro tra l’esperienza già maturata in precedenza da Auser Polaris con le persone con disabilità, e la collaborazione già avviata con l’asd Carpe di Marca - Amici del baseball.

“Collaboravo già con questa associazione, dando la disponibilità a utilizzare il parco per le attività di baseball - spiega Manuela Beni, presidente dell’Associazione Auser Polaris aps -, poi è nata la proposta di ampliare questa esperienza anche alle persone con disabilità”.

Da qui, la scelta di coinvolgere anche i giovani del territorio, trasformando il campo da baseball in un vero e proprio spazio di incontro e di condivisione. Oltre all’aspetto sportivo, il baseball diventa anche uno strumento di stimolo cognitivo e relazionale. Come spiega Beni, le diverse fasi del gioco richiedono attenzione e capacità di seguire una sequenza di azioni: prendere la mazza, colpire la palla, correre verso la base. Ed è attraverso questi passaggi che l’attività rappresenta un modo per restare in movimento, tra benessere psicologico e inclusione.

Il valore del progetto è stato evidenziato anche dalle istituzioni del territorio: “Iniziative come questa dimostrano che lo sport possa trasformarsi in un’attività comune capace di unire storie diverse”, commenta Angela Trevisin, sindaca di Silea.

Sulla stessa linea anche Francesco Biasin, assessore ai Servizi sociali: “Vedere ragazzi e persone con disabilità condividere lo stesso campo, la stessa palla e lo stesso obiettivo è la dimostrazione concreta di come l’inclusione si costruisca giorno per giorno”.

Il prossimo e ultimo incontro, con partecipazione libera, è in programma sabato 25 luglio, dalle ore 17 alle 19, al Parco dei Moreri in via Giuseppe Mazzini, a Silea.

Guardando al futuro, invece, si valuterà la possibilità di rilanciare questo progetto: “Sicuramente è un’attività sportiva da continuare a promuovere, perché dà buoni risultati da un punto di vista di benessere psicologico e fisico, che non sono scontati”, sottolinea Beni. Prima, però, sarà necessaria un’attenta verifica dei risultati ottenuti per capire se l’iniziativa potrà essere riproposta nei prossimi mesi. (Giulia Marton)

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