martedì, 20 ottobre 2026
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Un San Paolo in notturna per sognare meglio

L’appuntamento annuale per i ragazzi del clan - età compresa fra la terza superiore e il primo anno di università - ha coinvolto nella notte fra sabato scorso e domenica, circa 35 capi 130 ragazzi e ragazze in un percorso a piedi che li ha portati a Camposampiero nelle prime ore del mattino.

La strada, il buio sono stati gli ingredienti essenziali del San Paolo 2018, che gli scout della zona di Castelfranco hanno dedicato al tema del sogno, ispirandosi alla figura biblica di Giuseppe. L’appuntamento annuale per i ragazzi del clan - età compresa fra la terza superiore e il primo anno di università - ha coinvolto nella notte fra sabato scorso e domenica, circa 35 capi 130 ragazzi e ragazze in un percorso a piedi che li ha portati a Camposampiero nelle prime ore del mattino. Provenienti dai vari gruppi della zona di Castelfranco, rover e scolte sono stati miscelati in clan di formazione che partivano ciascuno da un posto diverso: Campodarsego, Badoere, Castelfranco, San Bonaventura di Vigodarzere, Piazzola sul Brenta. Dopo un momento di accoglienza è iniziata l’attività con la preparazione della materia prima da cui i ragazzi avrebbero dato forma ai propri sogni nottetempo. Una pasta di sale colorata che nel corso delle varie tappe, accompagnate da una appropriata catechesi, è stata profumata del desiderio di realizzazione e forgiata in un progetto. Ma non sempre le cose vanno come previsto: il sogno di pasta e sale è stato distrutto, ma un pezzetto è stato consegnato agli altri, come simbolo dell’aiuto reciproco. Ma, superata questa fase, è stato ricreato e infine donato agli altri, dunque condiviso. È questo il significato, della croce che i ragazzi hanno infine creato con i loro sogni di pasta di sale. Il percorso di riflessione è stato accompagnato, ad ogni tappa, da un’apposita catechesi e dalla comparsa di una figura misteriosa, con un cilindro in testa e una grande valigia: era il Custode dei sogni. Guidati dal fascino del personaggio, i ragazzi sono giunti alla meta, dove all’alba si è svolta la messa all’aperto.“Prima di definire la tematica di questo San Paolo – racconta Barbara Roccaro incaricata di zona della branca R/S –abbiamo incontrato alcuni rappresentanti dei ragazzi di ogni clan. Interpellandoli, emergevano alcune preoccupazioni: la distruzione dell’ambiente, la cosiddetta fuga dei cervelli e una riflessione sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza dello straniero”. Da qui nasce la scelta di affrontare il tema del sogno: “Questi ragazzi – spiega Barbara – si trovano immersi in una realtà che, a prima vista, non offre molte possibilità se non la paura del futuro. Con il San Paolo 2018 abbiamo voluto dire loro che le realtà difficili esistono ma la forza interiore porta ad affrontarle e a superarle”. Alimentare i propri sogni, dunque, il messaggio dell’esperienza in notturna. Una scelta non casuale, come spiega l’incaricata di zona: la notte simboleggia la paura, ma il sorgere del Sole è un invito a scoprire, nell’Eucaristia, la vera luce che dona linfa ai propri sogni.

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