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Treviso: dibattito acceso sulla “casa dell’americano” di Fiera

Passata nel Consiglio comunale di ieri, giovedì 30 luglio, la variante 13 al Piano degli interventi: tra le novità 9,5 ettari che vengono riclassificati da edificabili a verde. Scoppia il caso della “casa dell’americano” di Fiera, edificio liberty che verrà demolito per realizzare un condominio
31/07/2026

A plasmare nuovamente l’aspetto della nostra città nel prossimo futuro ci pensa anche la nuova variante al Piano degli Interventi, la numero 13, passata in Giunta comunale lo scorso 21 luglio e approvata in Consiglio comunale, ieri, giovedì 30, con 19 favorevoli e 8 astenuti.

Sulla carta, l’amministrazione la presenta come espressione di una strategia “fondata sul consumo di suolo zero, sulla rigenerazione urbana, sulla valorizzazione ambientale e sulla semplificazione delle regole urbanistiche, con un occhio di riguardo alla casa, alla mobilità sostenibile e alla tutela dell’identità della città”. Tra le altre cose, Strada Ovest si “arricchirà” di due nuove aree commerciali, che però non saranno occupate dal settore alimentare. Eppure si parla nuovamente di consumo di suolo zero, nonostante il tema sia molto scivoloso e male interpretabile, e (tra le altre cose) di 9,5 ettari che vengono riclassificati da edificabili ad aree agricole o a verde. Una vittoria “a metà” dell’amministrazione, secondo Marco Zabai (Pd), evidenziando come una parte cospicua di quei 9,5 ettari (6,3) riguardi il Parco dello Storga: una buona notizia che però dà attuazione a una mozione presentata dalle minoranze a febbraio 2024 e già all’epoca approvata all’unanimità. “Presenteremo osservazioni alla variante” dichiara inoltre Zabai, “chiedendo di estendere la ricognizione e la revisione delle previsioni urbanistiche anche agli altri fiumi di risorgiva della città. Tra le nostre proposte ci saranno inoltre misure sulla depavimentazione, da inserire già nella revisione delle Norme tecniche del Piano, e la richiesta di reinserire la Casa dell’Americano tra le Architetture del Novecento”.

E proprio la cosiddetta “Casa dell’americano” in viale IV novembre, iconico edificio liberty che attualmente spunta maestoso da una vegetazione incolta, è stata tolta dall’elenco degli edifici novecenteschi con vincolo urbanistico e verrà quindi demolita per fare spazio al nuovo. Stessa sorte per la villetta edificata negli anni Quaranta sul Terraglio (incrocio via Mozzato), e il quartiere Iacp tra Monigo e Castagnole. Secondo Luigi Calesso di Coalizione civica, “nel territorio comunale continuano a essere disponibili aree verdi in cui edificare “partendo da zero” con tutti i vantaggi tecnici ed economici che ciò comporta rispetto a un recupero edilizio: è rispetto a questa possibilità che la ristrutturazione della “casa dell’americano” o di altri edifici del Novecento “non è conveniente”, non in termini assoluti ma rispetto al piano di lottizzazione su un terreno vuoto e senza vincoli. Se in città non ci fosse la disponibilità di aree di questo tipo, immediatamente diventerebbero “convenienti” anche i recuperi edilizi e le ristrutturazioni complesse”. In città il dibattito urbanistico resta quindi molto acceso e, per quanto riguarda la variante 13 al Pi, si attende la fase di osservazioni.

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