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Treviso rinnova il suo impegno contro la pena di morte
Anche quest’anno Il Comune rinnova la sua adesione a “citiesforlife” schierandosi contro la pena di morte e aderendo all’iniziativa della comunità di Sant’Egidio. Lunedì 30 novembre eccezionale testimonianza di Sue Zann Bosler, che ha perdonato l'assassino di suo padre.
Dopo anni di battaglie civili e di sforzi diplomatici a diversi livelli, sono oggi 140 i paesi abolizionisti di fatto o di diritto (97 per tutti i reati, 8 per i reati comuni e 35 sono abolizionisti de facto), mentre sono 58 i paesi che ancora mantengono la pena capitale. Anche se negli ultimi anni il numero di esecuzioni è lentamente diminuito sono ancora circa 20000 le persone su cui pesa una condanna a morte.
Nel 2014 oltre 2000 città di 100 paesi del mondo si sono dichiarate città per la vita impegnandosi per l’abolizione della pena di morte.
Anche quest’anno Il Comune di Treviso rinnova la sua adesione a “citiesforlife” schierandosi contro la pena di morte e aderendo all’iniziativa della comunità di Sant’Egidio.
Comunità che dalla seconda metà degli anni 90 è attiva sul tema della pena di morte ritenendola una violazione dei diritti umani e una forma di tortura in contrasto con una visione riabilitativa della giustizia. Ad opera loro nel 2002 nasce la prima giornata mondiale “città per la vita, città contro la morte” che si tieni ogni anno il 30 novembre, data simbolo in ricordo della prima abolizione della pena capitale avvenuta nel 1786.
"Il Comune di Treviso rinnova l'impegno nei confronti di questo tema, realizzando anche quest'anno un evento che si terrà nella sede di Palazzo dei Trecento", dichiara l'assessore alla partecipazione Liana Manfio. In occasione della quattordicesima edizione della giornata internazionale 'Città per la Vita, Città contro la pena di morte' si terrà un incontro presso il Palazzo dei Trecento alle ore 20.30 di lunedì 30 novembre che vedrà la testimonianza eccezionale di SueZann Bosler, cofondatrice dell'associazione di parenti delle vittime contro la pena capitale 'Journey of Hope' che Il 22 dicembre 1986 fu aggredita insieme al padre, Billy Bosler, da uno sconosciuto che uccise lui e accoltellò lei con inaudita violenza. Condannato alla sedia elettrica, SueZann è riuscita a perdonare l’assassino del padre e per 12 anni si è battuta fino ad ottenere la tramutazione della pena capitale in ergastolo.



