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A San Donà le campane tornano a suonare

Inaugurato il restaurato campanile di San Donà di Piave: dopo sette mesi di silenzio e 880mila euro di lavori, il 27 giugno alle 19:35 le campane sono tornate a suonare
29/06/2026

Si sono conclusi sabato 27 giugno con una grande festa per tutta la comunità i lavori di restauro del campanile di San Donà di Piave e delle sue campane, tornate a risuonare dopo sette mesi di silenzio. Le opere hanno interessato l’adeguamento antisismico del campanile per un importo di 880.000 euro: 530.000 euro attraverso fondi Pnrr, i restanti 350.000 euro a carico della parrocchia: 230.000 euro per il campanile e 120.000 euro le campane. L’Ufficio tecnico del Comune di San Donà di Piave, nel ruolo di soggetto attuatore del progetto, è riuscito ad accedere ai fondi Pnrr assegnati nel 2024 dal Ministero della Cultura. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa Bordignon di Volpago del Montello, mentre il restauro funzionale delle campane è stato affidato alla fonderia Capanni, storica azienda di Reggio Emilia attiva da oltre 500 anni.

Le complesse attività sono state di gran lunga le più importanti nei cento anni di storia della torre, realizzata tra il 1922 e il 1923 dall’architetto veneziano Giuseppe Torres. Esse hanno riguardato il fusto del campanile, con la sostituzione di oltre 5000 mattoni; la cella campanaria, dove il nuovo castello delle campane in acciaio corten servirà anche a proteggere la struttura in caso di sisma; la cuspide, rafforzata con una speciale malta e fibra di vetro; infine, la grande statua bronzea dell’angelo Michele, realizzata nel 1967 dagli artisti Max e Giulio Piccini di Udine, sottoposta ad un restauro conservativo e al rafforzamento del basamento.

Alla serata erano presenti le più importanti cariche religiose e civili: il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, che ha officiato la Messa solenne, il responsabile dell’ufficio diocesano per l’arte sacra e i beni culturali, Don Paolo Barbisan, il parroco, don Massimo Gallina e il sindaco di San Donà di Piave, Alberto Teso. Presenti anche i protagonisti di questi importanti lavori: l’architetto Franco Davanzo e l’ingegner Bruno Bisiol – autori del progetto – e l’ingegnere comunale Baldovino Montebovi. Infine, l’ingegner Paolo Capanni, responsabile del restauro funzionale delle sei campane, con nuovi battacchi realizzati a mano e ceppi in legno che hanno migliorato notevolmente la qualità del suono e consentito di riattivare il sonello (la campana più piccola, n.d.r.). Trascritte poi le iscrizioni presenti sulle campane, con impressi i nomi dei 100 sandonatesi benefattori di un secolo fa.

Da parte di tutti i presenti, la soddisfazione per aver concluso opere così complesse con passione e dedizione, rispettando il vincolo del 30 giugno come da scadenza Pnrr e restituendo così all’intera comunità un suo importante simbolo. “In questi mesi la comunità ha percepito l’importanza delle campane, compagne dello scorrere del tempo della Vita e annunciatrici dell'incontro col Signore. Rispettare le scadenze per questi importanti lavori non era affatto scontato” ha spiegato nei suoi saluti il parroco, don Massimo Gallina. Gli fa eco il vescovo, Michele Tomasi: “Il campanile è come un faro che da lontano segnalala presenza di una comunità, una chiesa e la presenza di Cristo. E’ un luogo di raccolta e strumento che scandisce il tempo della Vita, chiamando alla preghiera e al lavoro, annunciando i momenti di gioia come quelli tristi. Questo è un campanile particolare, sorto dalle distruzioni della guerra e monito alla loro insensatezza: ci vogliono anni per costruirlo, pochi secondi per farlo brillare, come avvenne nel novembre 1917. Lo vogliamo considerare per sempre come sentinella di pace che testimonia una comunità viva che crede nel Signore” la sua riflessione durante l’omelia.

Durante il cantiere è stata ritrovata, dentro la statua dell’angelo, una bottiglia di vetro vuota. Raccolta e trasformata in una capsula del tempo con l'aggiunta di un messaggio beneaugurante ai posteri, è stata ricollocata nella statua che da oggi custodirà anche questo messaggio. La cerimonia si è quindi spostata all’esterno per la benedizione e il taglio del nastro. Alle ore 19.35 le campane hanno finalmente cominciato a risuonare, salutate da un lungo applauso dei presenti. Al termine della celebrazione, la festa è proseguita all’ombra del campanile per un momento conviviale con tutti i parrocchiani.

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