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San Donà, il sindaco Teso spiega il nuovo Piano su energia e clima

Il primo cittadino risponde alle proteste per il “ritorno”del glifosato e annuncia nuovi impianti contro la crisi idrica
17/07/2026

Recentemente, è stato aggiornato il Paesc (Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima), documento che impegna i Comuni del Veneto Orientale a una serie di provvedimenti in tema di sostenibilità ambientale. Abbiamo intervistato il sindaco di San Donà di Piave, con delega all’Ambiente e alla Transizione ecologica Alberto Teso, per capire le novità di questo documento e come risponde alle sfide del riscaldamento globale.

Quali sono i principali risultati del Paesc finora?

Alcuni dati emersi sono significativi: negli ultimi 20 anni, San Donà ha ridotto del 38% le proprie emissioni in atmosfera. Abbiamo fatto passi importanti anche contro lotta alla povertà energetica e alla difesa idrogeologica, che sono i 3 pilastri del Paesc.

Quando verranno presentate alla cittadinanza le novità?

Come Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale stiamo preparando un testo scritto per tutti e 22 i Comuni. A settembre, ci sarà un incontro pubblico con il prof. Andrea Gambaro, dell’università Ca’ Foscari, che ha condotto un monitoraggio della qualità dell’aria a San Donà, per capire le origini degli inquinanti. C’è, poi, una manifestazione di interesse di una società (Cogeninfra) per la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento per la città.

Si è ipotizzato di estendere questo progetto agli altri comuni del Basso Piave (Musile, Noventa e Fossalta) ?

Al momento no. Siamo ancora alla fase pre-istruttoria, in cui valutare se l’ipotesi economicamente regge.

Non possiamo non parlare del ritorno all’uso del glifosato a San Donà dopo 10 anni di divieto di utilizzo ...

Il glifosato non è vietato; i privati l’hanno usato liberamente, in questi anni. L’uso dei pesticidi rientra nel regolamento che stiamo adottando come Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale, in cui abbiamo per la prima volta introdotto il controllo anche da parte dei privati, come da indicazione dell’Ulss. Abbiamo previsto una possibilità sporadica e contenuta di uso per l’estirpazione delle erbe selvatiche a bordo strada.

Si tratta comunque di una sostanza pericolosa. Recenti studi rafforzano l’ipotesi della sua cancerogenicità. La stessa Ue ha prescritto un suo utilizzo non oltre il 15/12/2033. Quali attenzioni per garantire la sicurezza dei cittadini?

Abbiamo incaricato l’agronomo della Conferenza dei sindaci di individuare un prodotto alternativo, la scienza e la tecnica fanno progressi in questo ambito. Verrà utilizzato per estirpare le erbacce, ma lontano dalle aree più frequentate. Si tratterà di un utilizzo molto ridotto e fatto con attenzione, una volta l’anno.

Come il Veneto Orientale si sta preparando alla crisi climatica e idrica?

Abbiamo chiesto alla Regione fondi per la difesa del cuneo salino e il recupero delle acque piovane. Su questo punto la città si sta impegnando, ad esempio con la posa di rain garden, condotte per recuperare l’acqua piovana e i bacini di laminazione nella zona degli istituti. Con Veritas stiamo riflettendo se re-impiegare le acque “riciclate”, per i privati o per lavorazioni industriali.

Quali rifugi climatici sono a disposizione delle fasce più deboli della popolazione, in città?

L’unico spazio pubblico aperto è la biblioteca, che resta aperta e disponibile tutta l’estate.

San Donà si conferma città amica delle bicicletta per Fiab. Come procede il potenziamento della rete ciclabile comunale?

Sta per essere completata la ciclovia Venezia-Trieste che attraverserà per 116 km il Veneto Orientale. Il collaudo è previsto entro l’estate, la consegna nei prossimi mesi. Il percorso toccherà via Canale navigabile, dove ci sono stati numerosi incidenti mortali, che verrà illuminata. La manutenzione della nuova pista, di circa 2.000 euro al km l’anno, spetterà ai Comuni. Dopo un confronto con l’assessore regionale Diego Ruzza, i Comuni attraversati sono orientati a una manutenzione unitaria, come avviene per altre ciclovie del Veneto.

La ciclovia potrà essere il volano per raccontare un entroterra ricco di siti archeologici, cantine e bed and breakfast. La ciclovia dal treno al mare è in realizzazione: collegherà la stazione dei treni di San Donà con Eraclea mare.

La ciclabile di via Baron è in ultimazione e contiamo di aprirla per l’inizio delle scuole. Lungo il percorso verranno piantumati 60 alberi di discreta altezza.

Continuerà poi il bike-to-school con le scuole medie: vero e proprio lavoro culturale. Verrà realizzato anche l’ultimo tratto di ciclabile tra Fossà a Fiorentina.

Lei spesso usa le bici per spostarsi. Quali sono le criticità oggi in città?

Ci sono ancora molti punti neri: per questo metteremo un semaforo a chiamata in via Calvecchia (prima della rotonda Ilaria Alpi, ndr). Il rispetto dei limiti di velocità è un altro tema: estenderei la zona 30 a tutto il centro urbano: bisogna guidare con prudenza perché la vita umana non ha prezzo.

Giorgio Boem

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