Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
I ragazzi autistici di Casa gialla in volo fino al Giardino dei Carrubi di Pantelleria
La sfida “folle” che Franco Bizzotto ha deciso, stavolta e tra le tante, di accogliere è questa: far volare i “suoi” ragazzi autistici, in senso reale e metaforico. Portarli fuori da ciò che è conosciuto, accompagnarli in un luogo bellissimo e selvaggio come Pantelleria, trasformando un viaggio in un esercizio di autonomia, fiducia e crescita. Non una vacanza, ma un’esperienza educativa che nasce dalla visione che ha guidato tutta la sua vita: costruire possibilità, mai arrendersi all’idea del “non si può fare”.
Pantelleria è arrivata quasi per caso nella storia di Bizzotto, presidente e fondatore della cooperativa Agorà, colpendolo per la sua bellezza aspra: roccia lavica nera, palme, cactus, coste selvagge, un mare cristallino. Quando vide per la prima volta la proprietà che sarebbe diventata il Giardino dei Carrubi, ciò che lo lasciò senza fiato fu la “prepotenza della natura”. Due grandi carrubi, simbolo del luogo, sono diventati metafora del progetto: se un albero può aprire le fronde per proteggere, anche gli uomini devono saper ascoltare le istanze di chi è fragile.
Il progetto nasce da una storia personale. Anni fa, durante un convegno, un giovane padre siciliano disse provocatoriamente: “Tanto non si può fare nulla”. Bizzotto decise di dimostrare il contrario. Dopo la pensione, scese a Pantelleria, dove mancavano servizi per anziani, disabili e bambini con bisogni speciali. Ha acquistato una casa, avviato attività educative, costruito relazioni con la comunità. Oggi la struttura ha quattro collaboratori e diecimila metri quadri di terreno agricolo.
Dal 2025 ha iniziato a portare sull’isola anche i frequentanti di Casa Gialla. Una scelta coraggiosa: sradicare persone con autismo dalle routine può generare disequilibri, frustrazione, comportamenti limite. Ma Agorà lavora proprio su questo: prevenire, accompagnare, costruire contesti sicuri. Prima ancora del volo, gli educatori hanno seguito il percorso Enac “Autismo – In viaggio attraverso l’aeroporto”, una simulazione completa di ciò che accade prima di prendere un aereo: parcheggio, check-in, consegna bagagli, sale amiche, scale mobili. Sapere cosa accadrà è fondamentale per chi convive con l’autismo. Alla fine della visita, una steward si è avvicinata e ha sussurrato: “Anche io ho un figlio così e non l’ho mai fatto prendere un aereo. Ora ho capito che posso”.
A Pantelleria, i ragazzi si sono sentiti come a casa: organizzazione e attività sono simili a Casa Gialla, e tre colleghe del territorio collaborano stabilmente con Agorà. Il centro estivo “Dalla terra e dalle mani”, giunto alla terza edizione, ospita circa venti bambini e ragazzi, di cui tre con disturbi dello spettro autistico. Le mattine sono condivise: attività, spazi, preparazione del pranzo. I pomeriggi dedicati all’esplorazione del territorio: fare la spesa, assaggiare prodotti tipici, rifornire l’acqua - bene prezioso sull’isola -, e soprattutto il mare. Pantelleria non ha spiagge: solo rocce, scalette levigate, piattaforme di pietra lavica. L’acqua è così limpida che si vede la profondità. Dopo un’iniziale esitazione, tutti si sono lasciati tentare dal salto, anche dalla barca. Indimenticabile il “Bagno nel Blu”, dove il fondale scende fino a 40 metri e si nuota tra centinaia di piccoli pesci.
Le incognite erano molte, ma i risultati hanno superato le aspettative. I ragazzi hanno mostrato maggiore fiducia in sé, autonomia, capacità di adattamento. La socializzazione con i bambini del centro estivo ha creato sinergie e collaborazioni. L’estate pantesca, calda e secca, il territorio vulcanico, le valli profonde, i laghi termali, i dammusi: ogni angolo dell’isola ha offerto stimoli nuovi, occasioni di crescita, sorprese.
“Il Giardino dei Carrubi – riflette Bizzotto - risponde a un bisogno reale: sull’isola mancano strutture per bambini e famiglie, spesso costrette a spostarsi in Sicilia per diagnosi e presa in carico. Il progetto vuole offrire supporto educativo-assistenziale, percorsi di autonomia, formazione, inserimenti lavorativi, attività per il tempo libero e iniziative sul «Dopo di noi». Vision: piena inclusione secondo il modello Icf e la Convenzione Onu. Mission: autodeterminazione, diversità dei servizi, welfare generativo”.
Tra gli obiettivi c’è la creazione di un percorso di turismo sociale, secondo la Dichiarazione di Montreal: garantire a tutti il diritto alla vacanza, proteggere il territorio, favorire l’incontro con cultura e tradizioni locali, contrastare il turismo consumistico. Pantelleria, con il suo clima mite da aprile a ottobre, è ideale per esperienze di riposo e crescita.
Oggi le attività del Giardino dei Carrubi sono molteplici. La creazione di un orto permette di produrre frutta e ortaggi, creare filiere virtuose, favorire interazione sociale, percezione del tempo, attività fisica, stimolazione sensoriale, autostima. L’inserimento di animali da cortile e da compagnia - galline, un gallo, un asino, un cane - aiuta a sviluppare fiducia, regolare emozioni, controllare compulsività, migliorare comunicazione verbale e non verbale. Il laboratorio di ceramica offre un’esperienza sensoriale e creativa, dove l’errore è modificabile e il percorso conta più del prodotto. La sala di psicomotricità permette ai bambini di esprimersi attraverso il gioco libero, favorendo sviluppo e maturazione. L’area ricreativa e sportiva, con ulivi, frutteto, campo da calcetto, playground, giochi, tappeto elastico e piscina, diventa uno spazio di socialità e benessere.
Perché tutto questo? Bizzotto risponde con un aneddoto, raccontando di Pierpaolo, uno dei ragazzi di Casa Gialla. Un giorno di diverso tempo fa si stavano confrontando su Eluana Englaro. E lui, dita sulla tastiera, incise nel word: “Se Dio vuole che tocchi a me, voglio vivere”. Quel foglietto arrivò a don Dionisio Salvadori, allora parroco di Castello di Godego. Accanto a lui, in quel momento, c’era un sacerdote keniota che leggendo lo stampato mormorò: “La fede di questo ragazzo è più profonda della mia”. È in queste parole che si coglie la forza del progetto: la capacità di vedere oltre il comportamento, di cogliere la profondità delle persone, di costruire contesti in cui la fragilità diventa possibilità.
Oggi il Giardino dei Carrubi è un laboratorio educativo. Non è solo un luogo: è un ponte tra Veneto e Pantelleria, una risposta concreta ai bisogni delle famiglie, una sfida che unisce metodo, coraggio e visione. È la dimostrazione che, quando la natura apre le sue fronde, anche gli uomini possono imparare a farlo.



