martedì, 20 ottobre 2026
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Bando periferie: sindaci e artigiani sulle barricate, Conte fa il pompiere

“La sospensione dei fondi del bando periferie stabilita dal milleproroghe rischia di essere un atto gravissimo", dichiara la presidente regionale Anci Maria Rosa Pavenello. Emendamento del Pd De Menech per re-inserire il finanziamento. Il sindaco di Treviso rassicura: "Solo un rinvio, i soldi ci saranno, noi andiamo avanti con i progetti".

“La sospensione dei fondi del bando periferie stabilita dal milleproroghe rischia di essere un atto gravissimo perché mina alle fondamenta il rapporto di rispetto e di fiducia tra istituzioni per questo Anci Veneto è al fianco di tutti quei sindaci che sono penalizzati da una scelta sbagliata che penalizza fortemente gli investimenti degli enti locali. Siamo pronti a far sentire la nostra voce, ma è importante anche continuare a cercare un dialogo con il Parlamento per far capire cosa significa togliere queste risorse. L’Anci Veneto si appella a tutti i parlamentari veneti per modificare il milleproroghe sul bando periferie l’effetto volano negativo sarebbe davvero pesante non solo per i sindaci, ma soprattutto per i territori e le comunità”.
Così la presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, commenta l’incontro di martedì a Roma in audizione alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, parlando della norma che sospende i fondi del bando periferie.
Prosegue Pavanello: “Sono stata in costante contatto con diversi sindaci ed è emerso in modo chiaro che l’incontro di oggi è stato poco rassicurante perché la Commissione ha dimostrato in più occasioni di non avere ben chiari gli effetti negativi dello stop alle risorse del bando periferie. Il quadro che mi è stato offerto è davvero preoccupante, perché non va dimenticato che in alcune circostanze quei sindaci hanno pianificato investimenti rischiano di andare incontro a delle responsabilità erariali. E, inoltre, le amministrazioni che avevano accesso al bando periferie sono state escluse degli altri bandi e si trovano oggi, quindi, fuori gioco anche su quel fronte”.
Conclude la sindaca di Mirano: “L’Anci Veneto continuerà a lavorare per spiegare nel dettagli il bando periferie e ci auguriamo ci siano delle altre occasioni di confronto per arrivare a modificare una norma che rischia di lasciare un segno profondo nell’attività delle amministrazioni per gli anni a venire. E anche sugli avanzi di amministrazione si sbloccano risorse minimali che sicuramente non permettono di fare investimenti e soprattutto di incidere con interventi importanti sui territori”.

La preoccupazione degli artigiani della Cna

Artigiani della Cna sulle barricate per l'annullamento dei finanziamenti del Bando Periferie. "Sarebbe un tradimento verso i cittadini del Comune di Treviso e verso le imprese, in particolar modo quelle dell'edilizia", dichiara Giuliano Rosolen, direttore della CNA territoriale di Treviso.
Che aggiunge: "Dire che si sostituisce il finanziamento del Bando Periferie con lo sblocco dell'avanzo di amministrazione, che è diventato un obbligo dopo la sentenza della Corte costituzionale, significa imbrogliare le carte. Soprattutto significa non sapere o non dire ai cittadini che l¹avanzo di amministrazione verrà sbloccato gradualmente in 5 anni consentendo di fatto ai Comuni di investire annualmente risorse proprie molto contenute".
Secondo la Cna, dunque, l'annullamento dei finanziamenti al Comune di Treviso è un colpo durissimo al futuro della città perché quei soldi verrebbero impegnati per la riqualificazione urbana, a beneficio della qualità della vita e della sicurezza della comunità, e costituirebbero inoltre un volano economico importante per il comparto dell¹edilizia che soffre ancora i postumi della crisi. "Chiediamo ai parlamentari trevigiani di impedire che il decreto "Mill proroghe", il cui voto è previsto per il 12-13 settembre, colpisca duramente la città di Treviso» è l'appello della Cna.

Emendamento dell'on. De Menech

Un emendamento per salvare i 13 milioni di euro previsti per Treviso è stato presentato stamattina dal deputato veneto Roger De Menech. Il testo chiede di intervenire sull’articolo 13 del progetto di legge 1117 di conversione del decreto milleproroghe riducendo da 140 a 126,5 i milioni di euro gli spazi finanziari per i comuni.

«I progetti di riqualificazione a Treviso sono già stati avviati in base alla convenzione firmata il 18 dicembre scorso», nota De Menech. «È impensabile in questa fase tornare indietro. Per questo voglio che i fondi per il capoluogo della Marca siano garantiti da questo governo. Chiedo a tutti i parlamentari locali di tenere fede alle dichiarazioni di impegno per lavorare insieme a favore del territorio espresse subito dopo le elezioni. Se le parole hanno un valore, mi aspetto la piena collaborazione di tutti i colleghi».

Conte: finanziamento solo rimandato

"In merito alle note vicende relative ai finanziamenti statali per i lavori nei quartieri (“Bando Periferie”), ci atteniamo al contenuto dell’emendamento al decreto Milleproroghe, il quale indica che i fondi sono stati semplicemente spostati al 2020". Così in un comunicato il sindaco di treviso Mario Conte. "Inoltre, sulla base delle rassicurazioni verbali ricevute, continuiamo nell’elaborazione dei progetti esecutivi, che ci siamo posti di consegnare - e consegneremo - entro il 15 settembre, scadenza fissata dal Governo. Queste sono le uniche certezze che abbiamo al momento: tuttavia, siamo sicuri che il Governo manterrà fede agli impegni presi con le Amministrazioni virtuose come le Città capoluogo del Veneto, che hanno presentato anche stavolta – comportandosi correttamente e in modo responsabile - progettualità credibili con fondamenta serie e riscontrabili", conclude il primo cittadino del capoluogo.

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