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Censimento: una foto sempre aggiornata

La rilevazione su popolazione e abitazioni da decennale diventa permanente. Ogni anno non saranno coinvolte tutte le famiglie, ma solo alcune, a rotazione.

La fotografia dell’Italia del nuovo  millennio è stata scattata nella notte fra il 7 e l’8 ottobre 2018. A quella notte fa riferimento la serie di domande, divise in due grandi sezioni, quella relativa alla abitazione e l’altra a ogni singolo componente del nucleo familiare, del “Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni”. Si definisce permanente perché da oggi in poi la “conta” degli italiani non sarà fatta ogni dieci anni, ma ogni anno, in maniera routinaria. Coinvolgerà in maniera ciclica una serie di Comuni e di persone e, integrando i dati raccolti con quelli in possesso delle varie Amministrazioni comunali, regionali e nazionali, restituirà tante informazioni su chi è e come è composta la popolazione italiana. In questo 2018 non tutti quindi siamo stati chiamati contemporaneamente a rispondere alle domande del questionario, ma sono state selezionate delle aree e una lista di persone secondo parametri di rilevazione statistica.
Indagine a campione
Il primo censimento in Italia fu realizzato nel 1861, all’indomani dell’unità d’Italia, prendendo come punto di riferimento la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio del 1862. la nuova nazione aveva urgente bisogno di sapere come era composta e quali erano le sue caratteristiche e i suoi bisogni. Da allora, il censimento si è svolto ogni dieci anni, tranne che nel 1891, per gravi problemi economici, e nel 1941, a causa della guerra. Il censimento ha registrato sempre con precisione i principali mutamenti socioeconomici della popolazione. Ad esempio, il superamento dell’analfabetismo, le diverse ondate emigratorie, il miglioramento della situazione abitativa, la forte crescita demografica degli anni cinquanta e il boom economico.
Il nuovo “Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni” non coinvolge tutte le famiglie italiane, ma ogni anno un campione di esse: circa un milione e 400 mila famiglie, residenti in 2.800 comuni italiani. Inoltre, solo una parte dei comuni (circa 1.100) è interessata ogni anno dalle operazioni censuarie (nella diocesi di Treviso sono circa una quarantina): sono definiti Centri comunali di rilevazione, mentre la restante è chiamata a partecipare una volta ogni 4 anni. In questo modo, entro il 2021, tutti i comuni partecipano, almeno una volta, alle rilevazioni censuarie.
Le operazioni sono iniziate sabato 1° ottobre e si concluderanno il 20 dicembre. La rilevazione viene condotta dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica. Aderire al censimento è un obbligo di legge e per le famiglie è previsto l’obbligo di risposta fornendo i dati richiesti. Sono previste sanzioni nel caso di violazione.
Due tipi di rilevazione
Due saranno i percorsi attraverso i quali si dipanerà il censimento: la rilevazione “areale” e quella “di lista”. La finalità principale della rilevazione areale è quella di rilevare informazioni utili al calcolo della popolazione di ciascun comune italiano. Ulteriore obiettivo è quello di fornire dati e informazioni utili per l’aggiornamento dell’anagrafe comunale. Viene definita areale, in quanto è il territorio a “guidare” la rilevazione: al rilevatore è stata assegnata una porzione di territorio all’interno della quale deve rilevare le unità dell’indagine. Le famiglie che devono essere intervistate hanno saputo di rientrare nel campione in quanto hanno trovato affisse delle locandine e una lettera informativa inserita nella cassetta postale dai rilevatori. Il rilevatore, sempre munito di cartellino identificativo, si è recato presso le abitazioni degli indirizzi selezionati e ha intervistato le famiglie dimoranti abitualmente, le quali hanno atteso di essere contattate: non sono, infatti, state previste altre modalità di compilazione del questionario, se non con l’intervista diretta da parte del rilevatore.
La rilevazione areale si è articolata in tre periodi: dal 1° ottobre al 12 ottobre si è svolta la ricognizione del territorio. I rilevatori hanno verificato l’esistenza e l’ubicazione degli edifici che corrispondono a un dato indirizzo e numero civico.
Interviste
porta a porta
La fase che si è appena conclusa, dal 12 ottobre al 20 novembre, è consistita nella raccolta dei questionari porta a porta. Il rilevatore, munito di tablet e di cartellino identificativo, si è recato agli indirizzi campionati per intervistare le famiglie dimoranti abitualmente. Compito del rilevatore era anche l’analisi delle abitazioni non occupate. Dal 21 novembre al 20 dicembre si svolgono le verifiche dei Centri comunali di rilevazione. E’ una fase che non coinvolge in alcun modo i residenti, trattandosi di verifiche d’ufficio per aggiornare l’archivio anagrafico comunale.
La rilevazione “da lista” è iniziata l’8 di ottobre e si concluderà il 12 dicembre. Questa rilevazione viene definita da lista in quanto saranno contattate circa duemila famiglie per i Comuni sopra i 30mila abitanti e un centinaio per i comuni più piccoli, attorno al migliaio di abitanti. Le famiglie sono estratte da Istat considerando le famiglie iscritte alle liste anagrafiche del Comune.
A chi rientra nel campione è stata o sarà recapitata una lettera con l’indicazione di uno username e una password per la compilazione del questionario via web (on-line). Questa rilevazione utilizza diverse tecniche di raccolta dei dati e una pluralità di canali di restituzione delle informazioni richieste; le famiglie che non possono inviare il questionario on-line potranno servirsi dei Centri comunali di rilevazione. Il questionario può essere compilato unicamente via web.
Ultima novità di questo censimento sarà quella dei costi: nel 2011 era costato circa 480 milioni, stavolta il costo previsto è di 208 milioni. Tutti i dati saranno raccolti in forma digitale e saranno elaborabili e distribuibili velocemente. Avremo a disposizioni foto sempre più frequenti e aggiornate della popolazione italiana, sperando che il decisore politico, ultimo destinatario di tutte queste informazioni sappia farne buon uso e far crescere e sviluppare il Paese.

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