martedì, 20 ottobre 2026
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Decreto salva-banche venete, il Governo pone la fiducia

Non appena il ministro con i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la fiducia sul dl banche, si è scatenata la protesta dei deputati M5S nell'Aula della Camera. I deputati hanno innalzato un enorme striscione con la scritta "ladri di risparmi. La difesa del sottosegretrio Baretta.

Il governo pone la questione di fiducia nell'Aula della Camera sul dl banche venete. Lo ha annunciato all'Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro.

La fiducia è stata posta sul testo licenziato dalla commissione Finanze, che contiene come una modifica il decreto che sospende il rimborso di un bond di Veneto Banca, confluito nel provvedimento sul salvataggio. Non c'è stato spazio, nonostante il pressing parlamentare in particolare dell'area del Pd vicina a Michele Emiliano, per approvare altre modifiche. Salta così l'intera proposta che era stata avanzata dal relatore, Giovanni Sanga (Pd), che prevedeva una stretta sulla responsabilità dei manager e un ampliamento della platea dei risparmiatori delle due venete che possono accedere al rimborso forfettario delle obbligazioni subordinate.

Non appena il ministro con i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la fiducia sul dl banche, si è scatenata la protesta dei deputati M5S nell'Aula della Camera. I deputati hanno innalzato un enorme striscione con la scritta "ladri di risparmi" e "No al ricatto delle banche", ed avevano decine di salvadanai di ceramica con dentro delle monetine che hanno fatto risuonare in Aula.

Baretta: decreto prioritario per il Governo

“La priorità per il Governo è convertire il decreto sulle banche venete per dare stabilità all‘economia di un territorio importante come il Veneto”. Lo ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Polo Baretta, giustificando la decisione di porre la fiducia alla Camera. Con il decreto, infatti, “i risparmiatori, i correntisti e gli obbligazionisti sono salvaguardati; gli sportelli non hanno mai interrotto l’attività e si sono evitati licenziamenti. Questa scelta, assieme alla soluzione Mps, ha consentito di evitare il fallimento e il bail in, che avrebbero scaricato anche sui risparmiatori tutto il peso di una crisi di cui non hanno diretta responsabilità”.

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