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Elezioni comunali: Castelfranco volta pagina
Dopo la travolgente vittoria del centrodestra a Venezia, al primo turno, i ballottaggi, in Veneto regalano un sorriso al centrosinistra. Il sorriso è soprattutto quella di Maria Ghimenton (nella foto), nuova sindaca di Castelfranco, ma per la coalizione c’è anche la soddisfazione di Monselice, dove il centrosinistra coglie una sorprendente vittoria, con Ennio Franco. A livello nazionale, il 3 a 3 nei ballottaggi dei capoluoghi di provincia (Lecco, Arezzo e Macerata al centrodestra, Chieti, Trani e Agrigento al centrosinistra) fotografa il sostanziale equilibrio, anche se a festeggiare, dopo la sconfitta al referendum è soprattutto la maggioranza.
Per una lettura di questo turno amministrativo, occorre sottolineare, ancora una volta, che ha ben poco senso “politicizzare” qualsiasi appuntamento elettorale. Una cosa è un referendum costituzionale, un’altra cosa sono le elezioni locali, un’altra ancora le elezioni Politiche, che saranno ormai, questo è certo, nel 2027, ancora non si sa se in tarda primavera, con un anticipo di qualche mese sulla scadenza naturale, o se a inizio autunno.
Tornando alle elezioni locali, a emergere - e neppure questa è una novità - è la valenza “civica” dei candidati. Lo si è visto perfino in una grande città, come Venezia. E se ne è avuta la conferma a Castelfranco Veneto, dove Maria Ghimenton è stata vista come la “candidata naturale” del centrosinistra, per il suo impegno nel volontariato e nell’associazionismo. Decisivo, tra l’altro, l’apparentamento con il terzo classificato al primo turno, Daniele Manente, candidato civico e centrista.
Ghimenton, che ora è alle prese con la creazione della nuova Giunta, che sarà espressione di una coalizione certamente entusiasta, ma variegata, ha, in ogni caso, vinto di misura: 200 voti l’hanno separata dal candidato del centrodestra, Luca Pozzobon, per una percentuale del 50,8%. Proprio il centrodestra può piangere per le lotte intestine degli ultimi anni, e per un clima non proprio sereno, con il quale ha condotto la campagna elettorale. Lo stesso sindaco uscente, Stefano Marcon, rischia di perdere il seggio di consigliere regionale per avere ricevuto un finanziamento da una cooperativa sociale che aveva rapporti indiretti con il Comune, la Eos (cosa non consentita dalla legge). Ora, i partiti sono alle prese con l’eredità del dopo elezioni. Nella Lega, dove si assiste alla fuga di vari esponenti verso Futuro nazionale di Roberto Vannacci, si attende di sapere se Luca Zaia accetterà di fare il vicesegretario di un “disperato” Matteo Salvini. Nel Pd, il segretario regionale Andrea Martella, il candidato sconfitto a Venezia, si è dimesso dall’incarico.



