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Grandinata nel vittoriese: la Provincia si attiva per chiedere lo stato di calamità
Colpite le colture di mais, patate, alcuni vigneti e serre di fiori e verdure
"I cannoni hanno protetto il cuore produttivo di Valdobbiadene dalla grandine di ieri caduta nel territorio dell’alto trevigiano ma altrettanto non si può dire per Fregona, Vittorio Veneto, Miane, Revine Lago e Cison di Valmarino dove i tecnici di Coldiretti stanno ancora effettuando i sopralluoghi sulle prime 500 aziende che hanno segnalato difficoltà": è quanto sottolinea una nota di Coldiretti Veneto. La stima dei danni approssimativa è di circa due milioni di euro con perdite di raccolto per seminativi, ortaggi e frutteti che vanno dal 10% fino ad un massimo del 90%. "Nella terra del Torchiato di Fregona – sottolinea Coldiretti – l’agricoltura è ad indirizzo misto, con proprietà di medie dimensioni. E’ recente il rilancio dell’olivicoltura di pregio con produzioni di alta qualità. Le grosse dimensioni dei chicchi di ghiaccio hanno sorpreso a macchia di leopardo atterrando mais, coltivazioni di patate, distruggendo serre di fiori e verdure. C’è amarezza tra gli agricoltori che, anche se assicurati, assistono a fenomeni climatici talmente imprevedibili capaci di compromettere l’intera programmazione agronomica aziendale".
A seguito degli eventi meteorologici avvenuti nella giornata di domenica 25 giugno, gli Uffici della Protezione Civile della Provincia di Treviso hanno attivato le urgenti procedure, coinvolgendo tutti i comuni colpiti, per la ricognizione necessaria dei danni subiti e del monitoraggio dello stato di crisi nella aree interessate. “E’ un atto doveroso oltre che solidale – ha dichiarato il Presidente Stefano Marcon – e si rende necessario per notificare alla Regione del Veneto, costantemente in contatto, l’elenco dei Comuni che hanno subito danneggiamenti dal fortunale che si è abbattuto nel territorio trevigiano”.
I danni sono ingenti, l’acqua e la tempesta non hanno risparmiato nessuno – continua Marcon - dalle abitazioni, alle colture, dalle strade, alle attività produttive. Un improvviso flagello che ha reso in pochi minuti le nostre belle terre della Pedemontana in un campo di battaglia.
Sono vicino alle popolazioni colpite e voglio rassicurarli che mi sono già attivato affinché a questo territorio venga riconosciuto lo stato di calamità”.



