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I veneti chiedono l'autonomia
Sono 2.328.949 i veneti che ieri si sono recati alle urne in occasione del referendum sull'autonomia. In diocesi di Treviso, per quanto riguarda l’affluenza, spiccano i dati di Roncade (68,7%), dove ha sicuramente inciso l’impegno dell’ex sindaco Simonetta Rubinato, Castello di Godego (68,4%) e San Zenone degli Ezzelini (67,7%).
Sono 2.328.949 i veneti che ieri si sono recati alle urne in occasione del referendum sull'autonomia.
Si tratta del 57,2%, una buona percentuale che permette di superare ampiamente il quorum, rimanendo tuttavia lontana dall'affluenza registrata lo scorso 4 dicembre, quando si è bocciata la riforma costituzionale e a votare è andato ben il 76,7% dei veneti. Certo, a differenza del 4 dicembre, ieri i veneti residenti all'estero iscritti all'Aire non hanno potuto votare nel Paese in cui si trovavano e ciò ha avuto un peso indiscutibile, dal momento che si tratta dell'8,2% degli aventi diritto al voto e che si calcola che solo lo 0,1% sa tornato in patria per partecipare al referendum. Anche ipotizzando che tutti i circa 330mila veneti espatriati avrebbero voluto votare 'sì', comunque, la percentuale salirebbe notevolmente ma senza raggiungere la partecipazione dello scorso dicembre. Analizzando i dati messi a disposizione dall’Osservatorio elettorale regionale, i 'sì' sono stati 2.273.985, mentre i “no” appena 43.939. Ciò vuol dire che l'autonomia è stata votata anche da chi nel 2015 non ha scelto Luca Zaia come presidente della Regione, eletto con 1.108.065 preferenze. La provincia più entusiasta del referendum è decisamente Vicenza, con un’affluenza del 62,7% ed il 98,3% di sì. La segue Padova, affluenza al 59,7% e 98% di sì. Poi vengono Treviso, affluenza al 58,1% e 98,1% di sì. Verona affluenza al 55,5% e 98,3% di sì, Venezia, affluenza al 53,7% e 98% di sì Belluno affluenza al 51,4% e 97,4% di sì e Rovigo affluenza al 49,9% e 98% di sì.
Su Belluno pesano molto gli espatriati, la cui percentuale diventa importante dato l'esiguo numero di abitanti, basti pensare che su un bacino elettorale di circa 400 mila persone quasi 50 mila mancano all’appello. Va però anche registrato che si tratta di una provincia in cui il Partito democratico è molto forte, e questo ha probabilmente influito sul risultato, dal momento che i “no” hanno raggiunto il picco massimo del 2,6% come media provinciale, salendo al 3,6% nel Comune di Belluno e arrivando al 4,8% nel Comune di Canale di Agordo. Rovigo, patria dell'assessore alla Cultura Cristiano Corazzari ma anche del democratico Cristiano Azzalin, che non ha fatto mistero della sua avversione alla consultazione, è invece l'unica provincia dove non si è raggiunto il quorum. Guardando ai Comune capoluogo, invece, il quorum non è stato raggiunto nemmeno a Padova (46% di affluenza e 96,8% di sì), Rovigo (47,6% di affluenza e 97,5% di sì), Venezia (44,9% di affluenza e 97,3% di sì), e Verona (45,5% di affluenza e 97,5% di sì). Ciò testimonia come, in fin dei conti, nelle grosse città il referendum sia andato meno bene, ed il risultato sia stato quindi ottenuto grazie alla provincia e ai piccoli comuni. Dove la Lega Nord ha la maggior parte del suo elettorato.
In diocesi di Treviso, per quanto riguarda l’affluenza, spiccano i dati di Roncade (68,7%), dove ha sicuramente inciso l’impegno dell’ex sindaco Simonetta Rubinato, Castello di Godego (68,4%) e San Zenone degli Ezzelini (67,7%).



