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Il "dopoberlusconi": Forza Italia si disperderà

Intervista al politologo Paolo Feltrin: “Il primo a essere consapevole che il partito nasceva e moriva con lui era l’ex Cavaliere. Non ci sarà un unico erede. Ma il suo lascito politico è importante”

23/06/2023

Una volta evaporato l’effetto mediatico che ha accompagnato la morte di Silvio Berlusconi, la politica, italiana e anche europea, si interroga sul futuro del partito da lui fondato, Forza Italia, e sulle prospettive politiche per la parte dell’attuale maggioranza di centrodestra che si autodefinisce moderata ed europeista.
Un futuro non facile, dato che Forza Italia, negli ultimi anni, ha perso voti, scendendo stabilmente sotto il 10 per cento, e possibili leader (pensiamo ad Angelino Alfano, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, la stessa Letizia Moratti).
“Parliamoci chiaro - è la premessa del politologo trevigiano Paolo Feltrin, già docente di Scienza della Politica all’Università di Trieste -. Il primo a essere consapevole che Forza Italia nasceva e moriva con lui era Berlusconi. Il leader era lui, e per questo non si sono mai create correnti solide, si è trattato di un partito vero, ma anomalo.

Ne parla già al passato. Dunque, a suo avviso, Forza Italia non sopravviverà?
L’ipotesi più probabile è una dispersione del suo elettorato, cosa che del resto è già avvenuta abbondantemente negli ultimi anni: chi ha scelto Fratelli d’Italia, chi la Lega, chi qualche formazione centrista, qualcuno perfino il Pd. Come la Dc, Forza Italia è espressione di molte anime. Non c’è un erede, ma mille eredi.

Nessuno un po’ più degli altri?
Mah... Certamente molti elettori di Berlusconi hanno scelto Giorgia Meloni, ma ce ne sono altri che, piuttosto, votano il Pd. E’ impossibile indicare un erede. A meno che...

A meno che?
L’unica possibilità è che qualcuno della sua famiglia, come la figlia Marina, si convinca dell’utilità di mantenere comunque un partito, che in ogni caso avrà le dimensioni e il peso che decenni fa avevano i liberali o i repubblicani.

Politicamente, cosa lascia invece Berlusconi?
Indicherei una cosa negativa e tre cose rilevanti, che personalmente reputo, al di là di tutto, positive. Quella negativa è che, sul piano del governo, Berlusconi ha deluso. Poi, però, bisogna darli atto che ha cambiato la politica italiana. Ha inventato il partito del leader, e dopo di lui tutte le forze politiche, in Italia, hanno avuto questa caratteristica. Oggi, è il leader a “fare” il partito. Vale per Meloni, vale per Salvini, per Renzi, per Grillo e Conte... Paradossalmente vale anche per il Pd, che è in crisi proprio perché negli ultimi anni non ha trovato una leadership competitiva. Infine, vale paradossalmente ora per Forza Italia. Una seconda grande eredità è la logica della coalizione. Per Berlusconi, il centrodestra è stato altrettanto importante del partito. Ha riaperto alla Lega dopo che Bossi lo aveva sfiduciato, ha mantenuto i contatti a destra, dopo la rottura con Fini, è tornato allo schema iniziale dopo l’esperimento fallito del Popolo delle libertà. Non a caso, oggi il Pd è in difficoltà proprio perché non riesce a fare coalizione. In terzo luogo, Berlusconi ha rivoluzionato le campagne elettorali, che fino al 1992 si svolgevano praticamente come nel 1948. Poi tutto è cambiato, con l’uso dei sondaggi, dei grandi manifesti 6x3, con i gadget. Infine, un ultimo punto: Berlusconi ha fatto tanti errori, ma è sempre rimasto europeista, e anche la sua vicinanza alla Russia, al di là che sia giusta o sbagliata, era dettata dall’intenzione di includere la Russia nell’Europa, come era nel 1700 e nel 1800. L’ancoraggio europeo di Berlusconi era più forte, rispetto a quello di Meloni e Salvini.

A proposito di Europa... un’implosione di Forza Italia lascerebbe il Paese orfano del partito più forte nel Continente, il Partito popolare europeo. Non è un problema?
E’ ancora presto per fare delle valutazione. I vuoti si possono riempire, e a livello europeo ciò può accadere con una certa facilità. Mi aspetto una “capriola” di Meloni. Viste alcune sue recenti prese di posizione, non si capisce cosa ci stia ancora a fare nella collocazione dove si trova ora. Ma potrebbe accadere qualcosa anche al centro. Molte strade sono aperte.

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