sabato, 24 ottobre 2026
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Metropolitana veneta: fine corsa

La storia della Sfmr sembra finita. Doveva portare a corse ogni 15 minuti su tutte le principali tratte: insomma prendere il treno come si prende la metropolitana senza preoccuparsi dell’orario. Dopo quasi trent’anni abbiamo qualche passeggero in più sui treni, ma ancora tante pm10 nell’aria. E un nuovo Piano trasporti da elaborare.

Corre ai ripari sul trasporto pubblico, Luca Zaia. Troppa pressione dopo l’abbandono del progetto di una gara per il servizio ferroviario del Veneto (Trenitalia senza avversari si è portata a casa il contratto di servizio), dopo il passaggio di Veneto Strade ad Anas e, infine, le voci sempre più insistenti dell’abbandono del progetto Sfmr, la metropolitana di superficie. Così il governatore del Veneto ha deciso di rilanciare e il 10 aprile, a sorpresa, ha adottato un disegno di legge che stanzia 300mila euro in due anni per la redazione del nuovo Piano regionale trasporti. “Un Piano - ha detto il governatore - che deve mettere insieme, coordinare e valorizzare le numerose innovazioni che abbiamo introdotto in questi ultimi anni, dal cadenzamento dell’orario dei treni ai notevoli passi avanti nell’intermodalità, dal potenziamento del nostro sistema regionale ‘su ferro’ derivante dalla stipula del contratto di servizio con Trenitalia per il periodo 2018-2032 e dall’accordo quadro con Rete ferroviaria italiana per potenziare le infrastrutture ferroviarie all’Accordo programmatico tra Regione e Anas per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete stradale veneta”.
L’obiettivo è piuttosto generico, non si parla di aumento di passeggeri, di riduzione conseguentemente dell’inquinamento atmosferico, dovuto alle pm10, residuo della combustione degli idrocarburi delle auto, per il quale sta per essere aperta una procedura di infrazione in sede europea. Si parla solo di avere, entro il 2020, il biglietto-abbonamento unico integrato nel Veneto delle aziende di trasporto pubbliche e private.
Da una settimana l’assessore ai trasporti, Elisa De Berti, era sotto il fuoco delle opposizioni e anche della stampa per il ventilato abbandono del progetto Sfmr, Sistema ferroviario metropolitano regionale, a seguito anche dell’accordo di transazione con l’ex progettista Net Engineering.  “Oggi in aula abbiamo celebrato il funerale del Sfmr. Si tratta in realtà di una morte annunciata, visto che nel programma di governo, presentato da Zaia in Consiglio, non ce n’era traccia. Apprezziamo la generosa disponibilità dell’assessore De Berti, che ha fatto il punto della situazione con dovizia di particolari, ma ha anche implicitamente confermato che quel programma di interventi è completamente saltato”. Così si sono espressi i consiglieri di opposizione del Partito democratico.
La storia della metropolitana di superficie, che doveva collegare con una fitta rete di treni e di linee di autobus in tutto il Veneto, sembra finita. Doveva portare a corse ogni 15 minuti su tutte le principali tratte: insomma prendere il treno come si prende la metropolitana senza preoccuparsi dell’orario. Doveva essere intermodale: scendere dal treno e salire agilmente sull’autobus. Il progetto avviato sul finire degli anni Ottanta, non è stato mai realizzato: finora ha assorbito oltre un miliardo di euro di contribuzione pubblica. Il piano originale considerava un finanziamento complessivo di 5,9 miliardi di euro, ora dopo che la Regione ha deciso di abbandonarlo è ridotto a 400 milioni di euro. Prevedeva il raddoppio di tratte a binario unico, l’elettrificazione di tratte a trazione diesel, la ristrutturazione di 25 stazioni e la costruzione di altre 10 nuove fermate con funzioni di accesso ai parcheggi scambiatori, l’eliminazione di 407 passaggi a livello, la realizzazione di svincoli autostradali e di raccordi con le stazioni.
Restano invece i 27 milioni da versare a chi ha progettato Smfr, Net Engineering, dopo una lunga battaglia legale. Da Bernini a Zaia quasi trent’anni per modernizzare il trasporto pubblico: qualche passeggero in più sui treni, ma ancora tante pm10 nell’aria.

Nel numero della Vita del popolo ulteriori interviste e approfondimenti

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