domenica, 04 ottobre 2026
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Senza dimora: dalla Regione un progetto di "housing"

"Fino ad oggi, non esisteva una politica unitaria, e senza questa si rischia di far perdere efficienza al sistema di aiuti. In questo contesto nasce il coordinamento “Dom. Veneto”. A darne comunicazione è l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin

“Anche in Veneto il problema della perdita di diritti fondamentali, e fra questi la casa, si fa più cogente e diventa un vero allarme sociale nei mesi in cui le temperature si fanno estreme. Il territorio risponde a questa esigenza in modo articolato e diffuso con la presenza di dormitori, mense dei poveri, centri di ascolto; però, fino ad oggi, non esisteva una politica unitaria, e senza questa si rischia di far perdere efficienza al sistema di aiuti. In questo contesto nasce il coordinamento “DOM. Veneto”. A darne comunicazione è l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin, precisando che si tratta di politiche orientate a mettere a sistema un metodo di presa in carico multidisciplinare e multidimensionale delle persone e delle famiglie a rischio di marginalità e senza fissa dimora.

Con il progetto “Dom. Veneto” - Modello di Housing first, approvato dal Ministero con un fondo di 3.310.700 euro, la Regione del Veneto, in qualità di ente capofila, ed i Comuni di Venezia, Padova, Verona, Vicenza, Treviso e Rovigo in qualità di partners, intendono perseguire questa metodologia, guidando un processo di innovazione nel contesto specifico delle persone senza dimora.

“La casa – fa rilevare l’assessore Lanzarin - non può rappresentare un punto incerto di arrivo per le persone senza dimora. L’accesso a una abitazione stabile e un adeguato intervento dei servizi sociali possono produrre impatti oggettivi sul benessere della persona e sul percorso di reinserimento nella società, con ricadute positive anche in termini di una maggiore efficienza nella spesa sociale e sanitaria. Va tenuto presente che quasi i due terzi delle persone senza dimora prima vivevano nella propria casa e fra questi prevalgono gli uomini (86,9%); con riferimento all’età, la maggioranza ha meno di 45 anni (57,9%), molti di questi hanno lasciato l’abitazione per ragioni economiche, per la perdita di lavoro, per separazione dal partner”.

Questo progetto è stato preceduto da un periodo di formazione per gli operatori impegnati nei servizi di accompagnamento in favore delle situazioni di grave emarginazione adulta e delle persone senza dimora: altri tre incontri per gli operatori sono in programma il 18 gennaio, il 15 febbraio ed il 15 marzo.

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