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Soldi finiti, Governo e Pd "uccidono" la materne paritarie
“E ’un grave errore del Governo e della maggioranza che in questa legge di Bilancio siano state del tutto ignorate le esigenze delle scuole dell’infanzia paritarie, che poi sono le esigenze di centinaia di migliaia di famiglie, visto che accolgono 582mila bambini dai tre ai sei anni, con un taglio di oltre 50 milioni di euro rispetto al 2017”: parole durissime quelle dell’on. Simonetta Rubinato. E l’onorevole Pd svela anche un retroscena: i soldi c’erano, faticosamente trovati dai tecnici, ma a dirottarli altrove (sapremo mai in quali capitoli?!) è stata la volontà politica.
“E ’un grave errore del Governo e della maggioranza che in questa legge di Bilancio siano state del tutto ignorate le esigenze delle scuole dell’infanzia paritarie, che poi sono le esigenze di centinaia di migliaia di famiglie, visto che accolgono 582mila bambini dai tre ai sei anni, con un taglio di oltre 50 milioni di euro rispetto al 2017”: parole durissime quelle dell’on. Simonetta Rubinato nei confronti della maggioranza di cui fa parte e del Governo che sostiene. Segno che la misura non è più solo colma, è proprio traboccato il vaso, allagando la stanza e pure tutta la strada fatta finora, con i buoni passi compiuti da tutte le parti, Parlamento, Governo, Federazione delle scuole materne paritarie (la Fism), per assicurare in questi ultimi anni una certa consistenza, e stabilità, ai finanziamenti.
E l’onorevole Pd svela anche un retroscena: i soldi c’erano, faticosamente trovati dai tecnici, ma a dirottarli altrove (sapremo mai in quali capitoli?!) è stata la volontà politica.
“Se a livello nazionale il 40% dei bambini dai 3 ai 6 anni è scolarizzato nelle nostre scuole, che sono pubbliche e paritarie, in Veneto tale percentuale sale al 65%, con oltre 81 mila bambini accolti nelle 1.128 scuole diffuse in ogni località, gestite da parrocchie, associazioni, enti non profit, e spesso le uniche presenti nel territorio, con una funzione di servizio pubblico insostituibile che allo Stato costa davvero molto poco. Per noi in Veneto questo taglio si traduce in 7 milioni di euro, che significano 829 euro per ciascuna scuola più 1.056 euro per ogni sezione” spiega Stefano Cecchin, presidente della Fism del Veneto, che chiede una prova di responsabilità al Governo.
Un ripensamento nel quale spera anche l’on. Rubinato: “Credo non ci sia coerenza nel sostenere, da un lato, con la riforma della Buona Scuola, l’ampliamento dell’offerta formativa nel segmento 0-6 anni, per incrementare i servizi alle famiglie o ridurne il costo a loro carico, se poi i fondi alle paritarie sono ridotti di oltre 50 milioni. Evidentemente non si è ancora capito che, con le limitate risorse pubbliche disponibili, lo Stato non riuscirà ad ampliare l’offerta formativa lungo tutto lo Stivale se non garantisce prima di tutto la sopravvivenza delle materne paritarie già esistenti”. Sono le parole con cui la parlamentare è intervenuta lo scorso 20 dicembre, alla chiusura dei lavori della Commissione Bilancio della Camera sul ddl di Bilancio, prima del voto del mandato al relatore. Rubinato, dopo aver interessato il premier Gentiloni, il sottosegretario Baretta e il capogruppo Rosato - spiega una nota -, ha dovuto arrendersi all’evidenza dei fatti: le risorse, trovate a fatica nei giorni scorsi dai tecnici dello staff di Palazzo Chigi, sono state utilizzate da ultimo per altre finalità e a nulla è valso il suo accorato appello.
“Da gennaio queste realtà saranno in ancor più grave difficoltà finanziaria nonostante il risparmio che assicurano allo Stato, oltre tre miliardi di euro l’anno. E’ una politica miope - conclude la parlamentare - se queste scuole continueranno a chiudere, come già sta accadendo in Veneto, dove ne perdiamo una media di 12 all’anno, verrà meno non solo l’obiettivo dell’ampliamento dell’offerta educativa, ma anche quello di contenere la spesa pubblica, perché lo Stato dovrà costruire e gestire più scuole statali, senza contare la perdita di un patrimonio sociale e culturale”.



