martedì, 24 febbraio 2026
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Tina Anselmi, funerale a Castelfranco. Mons. Gardin: esempio di carità politica, una "madre della patria"

Il Vescovo di Treviso: “La sua passione verso la giustizia si tradusse dapprima nell'impegno sindacale e divenne poi passione per la politica come arte nobile e tesa ai valori del bene comune, come attenzione viva al valore supremo della persona e dei suoi valori, della sua dignità, dei suoi diritti ed anche dei suoi doveri; come impegno deciso per la costruzione di una società più equa e solidale”. Al termine della celebrazione il saluto di Boldrini e Grasso.

Tutta Castelfranco, ma insieme tutta l'Italia, hanno reso l'ultimo omaggio a Tina Anselmi. Il rito funebre, presieduto dal vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin e concelebrato dall'attuale parroco mons. Dionisio Salvadori e dal parroco emerito, mons. Lino Cusinato, ha visto la partecipazione di numerosi fedeli (molti quelli rimasti sul sagrato). Tra loro tante autorità istituzionali: il presidente del Senato, Pietro Grasso, la presidente della Camera, Laura Boldrini, i ministri Giuliano Poletti e Roberta Pinotti, la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, tutti i parlamentari trevigiani, il presidente della Regione Luca Zaia, il prefetto di Treviso Laura Lega, il sindaco di Castelfranco e presidente della Provincia, Stefano Marcon, tanti altri sindaci tra cui quello di Treviso Giovanni Manildo.

“Giusta è l'aggettivo che possiamo applicare alla persona e alla vita Tina Anselmi”. Queste le parole del vescovo di Treviso, l’arcivescovo Gianfranco Agostino Gardin pronunciate durante l'omelia. “La fede – ha detto mons. Gardin - ha certamente sostenuto il cammino di Tina Anselmi, la quale non nascondeva la sua fede. E la fede ispirava e sosteneva la sua attività politica, svolta come servizio al bene di tutti, come generoso spendersi per gli altri, come una incessante ricerca di tutto ciò che poteva rendere migliore la società, come – per usare le celebri perole di Paolo VI – la più alta forma di carità”.

Ha proseguito il Vescovo di Treviso: “La sua passione verso la giustizia si tradusse dapprima nell'impegno sindacale e divenne poi passione per la politica come arte nobile e tesa ai valori del bene comune, come attenzione viva al valore supremo della persona e dei suoi valori, della sua dignità, dei suoi diritti ed anche dei suoi doveri; come impegno deciso per la costruzione di una società più equa e solidale”. Mai “si chiudeva in visioni pessimistiche; prevaleva in lei la "ribellione della speranza". Anche perché era convinta che il molto da fare attendeva ancora: sul ruolo delle donne, sulle opportunità per i giovani, sulla libertà e sulla giustizia quali obbligate condizioni di pace".

Ha concluso mons. Gardin: “Esprimiamo la nostra grande tristezza di perdere questa grande donna, che è stata giustamente definita "madre della Patria".

Al termine della celebrazione, oltre all'omaggio di Giacinto Cecchetto a nome della comunità locale, ci sono stati i brevi indirizzi di salluto dei presidenti Grasso e Boldrini. Ha detto la presidente della Camera: "Vi lascio la foto in cui Tina Anselmi giura davanti al presidente Leone. E' uno spartiacque, non solo il segno del suo valore ma il segno dell'avanzamento di tutte le donne. E' stata una madre della Repubblica, la dimostrazione della vittoria della democrazia sul fascismo".

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha parlato di "donna forte e appassionata, di cui almeno tre generazioni sono debitrici. L'ha definita "estremamente competente", ma anche "credente" e "credibile", "le dobbiamo le grandi conquiste democratiche e sociali che hanno reso il paese più giusto".

Il feretro di Tina Anselmi è stato accompagnato da un lungo applauso all'uscita dalla chiesa. Subito dopo l'ultimo breve viaggio verso il cimitero comunale di Castelfranco.

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