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Loria: verso il distretto del florovivaismo

L’obiettivo è ambizioso: costruire una realtà strutturata, riconoscibile e coordinata, capace di mettere a sistema risorse, competenze e relazioni già presenti sul territorio, rafforzandone competitività e visibilità. Il progetto, promosso da Coldiretti, ha ricevuto l’adesione di 12 Comuni

Il settore florovivaistico rappresenta da sempre una componente fondamentale del tessuto economico e sociale del territorio di Loria e delle aree limitrofe. Non si tratta soltanto di un comparto produttivo, ma di una vera e propria identità locale, costruita nel tempo grazie a competenze tramandate, qualità riconosciuta e un forte legame con il territorio. In questo contesto si inserisce la Fiera del Florovivaismo di Bessica, giunta quest’anno alla sua 46ª edizione, divenuta negli anni un appuntamento di riferimento per imprese, operatori e cittadini, capace di testimoniare la vitalità e la rilevanza del settore.

Proprio a partire da questa solida tradizione, il Comune di Loria, Coldiretti Treviso e con il contributo attivo di Banca delle Terre Venete di Vedelago ha avviato da circa un anno un percorso condiviso con altri enti locali volto alla creazione di un Distretto del Florovivaismo. L’obiettivo è ambizioso: costruire una realtà strutturata, riconoscibile e coordinata, capace di mettere a sistema risorse, competenze e relazioni già presenti sul territorio, rafforzandone competitività e visibilità.

Il progetto ha già raccolto l’adesione formale di dodici Comuni appartenenti alle province di Treviso, Vicenza e Padova — tra cui Altivole, Riese Pio X, Castello di Godego, Romano d’Ezzelino e Galliera Veneta — territori accomunati da una consolidata tradizione nella filiera del florovivaismo. L’intenzione è quella di ampliare ulteriormente questa rete, coinvolgendo nuove amministrazioni che condividano la stessa visione di sviluppo. Il Distretto si propone come uno strumento operativo in grado di coordinare le diverse realtà della filiera, offrendo supporto concreto alle imprese e promuovendo al contempo l’identità territoriale. Un elemento particolarmente rilevante è che l’adesione al percorso non comporta oneri economici immediati per i Comuni, ma rappresenta piuttosto un impegno politico e istituzionale nella fase di progettazione e sviluppo.

Tra le prime azioni previste vi è la realizzazione di uno studio conoscitivo approfondito, finalizzato a fotografare lo stato attuale del comparto: numero e tipologia delle aziende, dimensioni, professionalità coinvolte, mercati di riferimento e relazioni esistenti. Questo passaggio sarà fondamentale per costruire una strategia efficace e mirata. L’analisi del contesto evidenzia numerosi punti di forza: una lunga tradizione e un know-how consolidato, l’elevata qualità delle produzioni, una posizione geografica strategica e la presenza diffusa di aziende specializzate. A questi si affiancano però alcune criticità, come la frammentazione delle imprese, la limitata collaborazione tra operatori e la necessità di investire maggiormente in innovazione e promozione.

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