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Trattato Ceta: Coldiretti a Roma: “Parlamentari trevigiani ora tocca a voi!"
L’appello di Coldiretti Treviso parte direttamente da Montecitorio dove stamane, mercoledì 5 luglio, una trentina fra dirigenti e rappresentanti delle Amministrazioni comunali della Marca hanno partecipato alla manifestazione anti trattato con il Canada.
“Parlamentari trevigiani tocca a voi, bloccare il Trattato Ceta che mette a rischio lavoro, economia e salute dei cittadini”.
L’appello di Coldiretti Treviso parte direttamente da Montecitorio dove stamane, mercoledì 5 luglio, una trentina fra dirigenti e rappresentanti delle Amministrazioni comunali della Marca hanno partecipato alla manifestazione anti trattato Ceta. Con Walter Feltrin e Antonio Maria Ciri, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Treviso, a manifestare c’erano il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan e Maria Rosa Barazza, sindaco di Cappella Maggiore, Silvia Grillo, vicesindaco di Cordignano, Emilio Callegari, vicesindaco di Arcade, Pierantonio Geronazzo, vicesindaco di Valdobbiadene, Giovannina de Lazzari, assessore di Spresiano, Christian Boscariol, assessore di Conegliano e Paolo Camolei, assessore del Comune di Treviso.
“Ancora una volta il settore agroalimentare è divenuto merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale, ambientale e della sicurezza” sostiene Walter Feltrin in piena sintonia con quanto ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo - E’ necessaria una valutazione ponderata e approfondita dell’argomento, soprattutto in considerazione della mancanza di reciprocità tra modelli produttivi diversi che grava sul trattato”. L’appello va ai parlamentari della Marca: “Nel Ceta manca il riferimento alla portata vincolante del principio di precauzione che, in Europa, impone una condotta cautelativa nelle decisioni che riguardano questioni scientificamente controverse circa i possibili impatti sulla salute o sull’ambiente” sottolinea Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso - L’accordo prevede, al contrario, l’applicazione del principio di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie tra le parti, consentendo di ottenere il mutuo riconoscimento di un prodotto e, quindi, di evitare nuovi controlli nel paese in cui sarà venduto, dimostrandone l’equivalenza con quelli commercializzati dalla controparte. Cari parlamentari trevigiani, avete la possibilità di non creare un danno irreparabile al vostro Paese, alla vostra agricoltura e alla salute dei consumatori italiani. In nessun paese comunitario c’è tutta questa fretta. Perché in Italia sì? Si nasconde qualcosa? Avete tutto il tempo per capire cosa sia questo trattato e che rischi comporterà una sua ratifica”.
Il problema è che in Canada, oltre alla carne con ormoni e al pollo allevato con la varichina, è utilizzato un numero rilevante di sostanze attive vietate nell’Ue. Gran parte di queste sono molecole risalenti agli anni ‘70 vietate nell’Unione da circa vent’anni, tra cui l’Acefato, il Carbaryl, il Carbendazim, il Fenbutatin oxide, il Paraquat, l’Acido solforico per i quali, oltre all’elevata tossicità riscontrata, sono comprovati, o comunque non sono esclusi, effetti neurotossici, cancerogeni, sulla mutagenesi, sulla riproduzione e, più in generale, sugli ecosistemi In Canada, inoltre, è consentito l’uso della streptomicina impiegata per la lotta alle batteriosi delle colture, mentre in Italia l’utilizzo di antibiotici in agricoltura è proibito sin dal 1971.



