sabato, 10 ottobre 2026
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Vittime della tratta, progetto di rete della Regione

In dieci mesi di attività (da settembre 2016 a giugno 2017) gli operatori del network veneto hanno contattato 1942 persone, avviato a percorsi di orientamento 342 potenziali vittime, inserito in percorsi di protezione sociale 63 adulti (in prevalenza donne straniere, oltre la metà sono nigeriane) e 23 minori.

La Regione Veneto assicura continuità al sistema unico ed integrato di interventi e servizi per contrastare tratta, prostituzione, caporalato, sfruttamento sessuale di minori, accattonaggio, matrimoni forzati, sfruttamento nei lavori domestici e nella logistica, e ne avvia la seconda fase. Il progetto si chiama “Nave” (acronimo di Network anti-tratta Veneto), è attivo dallo scorso anno, grazie alla leva finanziaria dei fondi del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio (1.300.000 euro stanziati) e alla decisione della Regione di assumere la cabina di regìa e di investire 140 mila euro, cioè tutte le disponibilità economiche della legge 41/1997 contro abusi e sfruttamento sessuale, con la quale il Veneto vent’anni fa assunse un ruolo diretto nel contrasto a prostituzione e tratta.

Al network veneto anti-tratta aderiscono 46 enti, il Comune di Venezia come capofila e i Comuni capoluogo di provincia in forma di partenariato, mettendo a disposizione personale, appartamenti e risorse con un budget integrativo di 276 mila euro. Altri finanziamenti sono arrivati dalla Fondazione Cariparo del Veneto (46 mila euro) e da Save the Children (57 mila euro). Per il 2017-2018 il budget complessivo sale a un milione e 600 mila euro e la rete si allargherà a nuovi partner territoriali,

In dieci mesi di attività (da settembre 2016 a giugno 2017) gli operatori del network veneto hanno contattato 1942 persone, avviato a percorsi di orientamento 342 potenziali vittime, inserito in percorsi di protezione sociale 63 adulti (in prevalenza donne straniere, oltre la metà sono nigeriane) e 23 minori. L’attività di Na.Ve, che si avvale anche del numero verde anti-tratta gestito dal comune di Venezia, ha consentito alle forze dell’ordine di avviare 27 procedimenti penali contro le reti illegali e il traffico di persone, di cui 7 gestiti direttamente dalla Direzione distrettuale antimafia.

“Il progetto ‘Network anti-tratta Veneto’ – evidenzia l’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin - ha permesso di avviare un percorso di superamento della frammentazione dei settori coinvolti (sanità, lavoro, tutela minori, formazione…) e anche di rafforzare, oltre che la rete nel territorio, anche la conoscenza delle dimensioni di questo fenomeno in Veneto, elemento indispensabile per delineare una corretta programmazione”.

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