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I nonni hanno diritti verso i nipoti?

Nella vita di molte famiglie i nonni rappresentano una presenza preziosa: aiutano nella crescita dei bambini, custodiscono memorie e tradizioni, offrono tempo e stabilità affettiva.

Ma cosa accade quando, a causa di separazioni, conflitti familiari o incomprensioni, il rapporto con i nipoti viene interrotto? I nonni hanno un diritto riconosciuto dalla legge a mantenere quel legame?

Il nostro ordinamento risponde di sì. L’articolo 317-bis del Codice civile stabilisce infatti che gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni.

La norma aggiunge che, qualora questo diritto venga ostacolato, i nonni possono rivolgersi al giudice del luogo di residenza del minore affinché vengano adottati i provvedimenti più idonei nell’interesse del bambino.

Non si tratta, però, di un diritto assoluto degli adulti. Il criterio fondamentale resta sempre il superiore interesse del minore, principio che attraversa l’intero diritto di famiglia. Lo stesso art. 315-bis del Codice civile, dedicato ai diritti e ai doveri del figlio, riconosce al minore il diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.

Il rapporto con i nonni, dunque, viene considerato parte importante della crescita affettiva ed educativa del bambino. Negli ultimi anni il ruolo dei nonni è profondamente cambiato. In molte famiglie essi costituiscono un sostegno quotidiano: accompagnano i nipoti a scuola, li accudiscono mentre i genitori lavorano, condividono momenti educativi e ricreativi. Per questo motivo la rottura improvvisa di tali rapporti può avere conseguenze emotive rilevanti, non solo per i nonni, ma anche per i minori.

Quando sorgono conflitti familiari, soprattutto nelle separazioni o nei divorzi, il giudice è chiamato a valutare concretamente la situazione.

Se il rapporto con i nonni è positivo e contribuisce all’equilibrio del minore, esso merita tutela.

Una giurisprudenza consolidata stabilisce che il rapporto con i nonni è un rapporto da coltivare per il minore solo se ispirato a una fruttuosa cooperazione con i genitori per l’adempimento dei loro obblighi educativi, in modo tale da contribuire alla realizzazione di un progetto educativo e formativo volto ad assicurare un sano ed equilibrato sviluppo della personalità del minore. Diversamente, potranno essere posti limiti o esclusioni qualora vi siano tensioni o comportamenti dannosi per il bambino.

Il Codice civile sembra riconoscere un valore che va oltre l’aspetto strettamente giuridico: i legami tra generazioni costituiscono una ricchezza umana e sociale.

In una società spesso veloce e frammentata, il diritto ricorda che la famiglia non è soltanto convivenza, ma anche memoria, continuità e relazioni affettive da custodire.

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