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XIII Domenica del Tempo ordinario. L’accoglienza feconda dei piccoli gesti

Possiamo chiederci anche noi: Quali scelte sono chiamato a fare per mettere Dio al primo posto? Nel mio cuore c’è posto? È vuoto e disponibile per accogliere il suo amore?
26/06/2026

“Chi” di voi... per ben dieci volte Gesù si rivolge ai suoi discepoli con questa affermazione nei soli quattro versetti di questo brano dell’evangelista Matteo. Siamo alla conclusione del discorso missionario che Gesù rivolge ai suoi discepoli, dopo averli chiamati a sé; un discorso conciso e ben definito, a differenza del precedente discorso sul monte, ben più lungo, che rivolge anche alla folla, nel quale inaugura e predica il Regno dei Cieli con discorsi e miracoli.

“Chi ama padre, madre, figlio, figlia più di me, non è degno di me”: Gesù con questo invito non chiede ai suoi discepoli di non amare i propri familiari ma di non anteporre nulla e nessuno all’amore per Dio.

Gesù vuole donarsi con tutto sé stesso e per poterlo fare deve trovare il posto vuoto, disponibile. In questa affermazione Gesù è molto provocatorio; sappiamo quanto sono forti gli affetti che, in sé, sono veri e buoni, ma più forte è il suo amore per noi, un amore che supera ogni amore umano.

Possiamo chiederci anche noi: Quali scelte sono chiamato a fare per mettere Dio al primo posto? Nel mio cuore c’è posto? È vuoto e disponibile per accogliere il suo amore?

Gesù continua: “Chi non prende la propria croce... e chi avrà tenuto per sé la propria vita...” costui è lontano dal Regno di Dio.

Il discepolo autentico di Gesù è invitato a “prendere” e allo stesso tempo a saper “lasciare”.

Prendere su di sé la croce come Gesù è la condizione per trovare la vera vita; lasciare sé stessi, rinunciare al proprio egoismo cercando di piacere a Gesù e fare la sua volontà è la condizione per vivere la vera vita, vivere nell’amore di Gesù.

Non ci sono mezze misure per chi si decide per Dio e per il suo Regno. Noi, come discepoli, siamo chiamati ad imitarlo. Egli chiede di fare quello che ha fatto lui: donare tutto!

E noi, oggi, che invito sentiamo rivolgerci da Gesù sul dono della nostra vita?

Il tema dell’accoglienza è anch’esso al centro della Parola di oggi: “Chi accoglie voi accoglie me” oppure “Chi accoglie un giusto... avrà la ricompensa del giusto”.

Per sei volte infatti riecheggia il verbo “accogliere”, uno stimolo ad avere occhi e cuore per i fratelli e le sorelle, ad offrire ospitalità; quest’invito è forte specie in questo nostro tempo nel quale la chiusura, l’indifferenza, la poca sensibilità all’altro prendono spesso il sopravvento.

Troviamo questo invito anche nella prima lettura di questa domenica dove ascoltiamo una donna ebrea di Sunem che accoglie il profeta Eliseo offrendo una camera, un letto, un luogo caldo e accogliente affinché egli si possa riposare; con questo gesto questa donna anticipa l’invito di Gesù contenuto nel Vangelo (“chi accoglie un profeta... avrà la ricompensa del profeta”) e infatti quell’ospitalità non resterà senza ricompensa per quella coppia di Sunem: riceveranno il dono di un figlio tanto atteso.

Gesù ci supera sempre in generosità ed è il primo ad accogliere le necessità dei suoi, a ricompensare. Dirà infatti: “Chi avrà dato anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli... non perderà la sua ricompensa”.

L’accoglienza è fatta anche (e soprattutto) di piccole cose, semplici gesti, attenzioni quotidiane.

Un bicchiere d’acqua dato... un gesto apparentemente banale, semplice, ma che porta in sé una potenza e una fecondità grande nella promozione del Regno di Dio.

Un bicchier d’acqua è il simbolo di tanti altri gesti che quotidianamente possiamo donare, o non donare, a chi abbiamo accanto, a chi è nella necessità. Sono semplici attenzioni alle quali Gesù ci invita perché possono essere alla portata di tutti, di ogni condizione sociale, culturale, economica; nessuno è escluso dal poter fare un semplice gesto; tutti possono contribuire alla diffusione del Regno di Dio.

Che il Signore ci allarghi il cuore nella misura del suo Amore per poterlo testimoniare. (sorella Chiara Busato - Discepole del Vangelo, Castelfranco Veneto)

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