giovedì, 24 settembre 2026
Meteo - Tutiempo.net

XXVI Domenica del Tempo ordinario. Quale dei due figli vogliamo essere?

Possiamo intuire perché i pubblicani e le prostitute ci passeranno davanti nel regno di Dio, anche se a qualcuno può dare fastidio sentire parlare così Gesù. Queste due categorie di peccatori non avevano niente da perdere nel convertirsi, anzi, sentivano il bisogno di cambiare vita e di dire così a Dio il loro “sì”
24/09/2026

Se ci viene chiesto qualcosa che ci piace, eccoci subito a metterci a disposizione, a darci da fare. Spesso ci vengono chieste anche cose che chiedono una responsabilità, una collaborazione, un impegno, ma non sempre siamo disposti a farle e diciamo: “Non ne ho voglia”. Non è proprio una risposta edificante, è un comportamento infantile, anche se sembra che sia un esercizio di libertà. Proprio come il primo figlio della parabola del Vangelo di oggi. Quel comando del padre, ascoltato e subito messo da parte, poi ritorna a risuonare nel cuore, portando alla consapevolezza di aver mancato, di aver creato una distanza... tutto questo porta al pentimento, converte il modo di vedere le cose. Quella vigna non è solo del padre, è anche la sua, e suo padre non ne è il padrone, ma colui che la coltiva e lo chiama a collaborare per una vendemmia abbondante. Ritorna sulle proprie decisioni e compie la volontà del padre.

Quando sbaglio, quando faccio un errore, quando dico dei “no” a Dio, ho la possibilità di riflettere, come dice la prima lettura, di pentirmi e di ritornare a Lui. Se una relazione viene interrotta, Dio dà la possibilità di riprenderla, di ricucire il rapporto. Dio non si ferma alle apparenze, (1Sam 16,7), guarda il cuore, tiene conto di tutto il mio cammino compiuto e non si ferma all’istante dello sbaglio. Dio vede oltre, “sente” in grande, ha pazienza, e quando saremo giudicati guarderà a tutto il cammino percorso, alle cadute ma anche alle fatiche fatte... «Il Signore non ritarda nell’adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi» (2 Pt 3,9).

Altre volte il nostro comportamento ha lo scopo di ottenere l’approvazione da parte degli altri, da parte di Dio. Diciamo dei “sì” di obbedienza a ciò che ci viene chiesto, facciamo tante confessioni di fede... Poi, però, concretamente nella nostra vita quotidiana facciamo ciò che vogliamo, non ciò che ci chiede Dio con il suo Vangelo; come ha fatto il secondo figlio della parabola che ascoltiamo in questa domenica. Ancora una volta ritorna l’apparire: Dio vede la nostra coerenza o la nostra incongruenza di credenti che “dicono e non fanno”. Il vangelo è chiaro: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola» (Gv 14,23), la metterà in pratica. Non contano tante parole dette, tanti “Signore! Signore!”, ma la realtà di quello che effettivamente viviamo! Amo Dio e non aiuto il povero che vedo per strada? Non ascolto il bisogno del mio vicino di casa, del collega? Non basta essere praticanti a parole, è più bello e vero essere figli maturi e responsabili, perché il nostro è un Dio d’amore e di libertà, che ha sempre fiducia, nonostante i rifiuti, i ritardi nel dire sì, un Dio che ci sostiene nel percorrere vie che unificano il cuore, dono da chiedere sempre.

Possiamo intuire perché i pubblicani e le prostitute ci passeranno davanti nel regno di Dio, anche se a qualcuno può dare fastidio sentire parlare così Gesù. Queste due categorie di peccatori non avevano niente da perdere nel convertirsi, anzi, sentivano il bisogno di cambiare vita e di dire così a Dio il loro “sì”. Per questo sono stati i primi ad ascoltare la predicazione di Giovanni e a metterla in pratica. Coloro che, invece, si dichiaravano credenti e giusti davanti a tutti, nascondevano i peccati, le incoerenze e non sentivano il bisogno di cambiare.

Non è forse questo comportamento come dire “no” a Dio e ai fratelli?

Questi due figli ci assomigliano, noi siamo così, ora l’uno ora l’altro. A cosa teniamo di più? Cosa ci fa dispiacere? Vengono prima le cose che ci piacciono? Ci pesa dare dolore al Padre e creare con lui una distanza? Chiediamo la grazia di saper vedere con verità come stiamo vivendo il nostro rapporto con Dio e con i fratelli e le sorelle, e di avere il coraggio di alzarci dalla nostra “comodità” e cambiare.

sorella Gianna Bordignon

Discepole del Vangelo - Tirana

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
09/07/2026

La polemica l’ha innescata Flavio Briatore, il noto imprenditore che, quanto a offrire ghiotte occasioni...

TREVISO
il territorio