Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.
Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...
Si è concluso domenica 19, accompagnato da un temporale e da un arcobaleno bellissimo, il pellegrinaggio sui luoghi di san Francesco, promosso dalla Vita del popolo.
Partito venerdì mattina, il gruppo è arrivato ad Assisi per una interessante visita guidata alla città, alla basilica di Santa Chiara e alla basilica di San Francesco, in cui fede ed emozione ogni volta si rinnovano.
I pellegrini, poi, hanno espresso il desiderio di andare a pregare davanti alla teca contenente le spoglie di san Carlo Acutis, che incarna una santità moderna, contemporanea, un esempio per i giovani che, spesso, si trovano smarriti nella confusione del nostro tempo, senza avere più alcun punto di riferimento.
Il sabato, invece, è stato dedicato alla visita di tre luoghi importanti nella vita di Francesco: il santuario di Fonte Colombo, un’oasi di pace in mezzo al verde, è il Sinai francescano, il monte scelto da Francesco per stilare la regola definitiva del suo Ordine. Qui tutto è sacro: gli edifici e il bosco stesso, perché racchiude il Sacro Speco, la grotta naturale in cui Francesco scrisse la regola. Quindi, Greccio soprannominato “la Betlemme francescana”, perché in questo luogo, nel 1223, san Francesco ideò la rappresentazione della natività. Predicando il Vangelo, le sue parole suscitarono l’ammirazione del signorotto di Greccio, tale Giovanni Velita, che lo esortò a rimanere in paese. La vigilia di Natale di quell’anno, proprio con l’aiuto e l’incoraggiamento di Velita, san Francesco diede vita a una rievocazione, con personaggi viventi, della nascita del Cristo, che si tenne presso la grotta dove risiedeva. La leggenda narra che il bambinello, unico personaggio non vivente della rievocazione, prese vita per, poi, tornare inanimato. Infine, il santuario della Foresta, luogo ricordato per il “miracolo del vino”, perché, durante il soggiorno di Francesco, i pellegrini mangiarono l’uva che trovarono in loco con il risultato che in quell’anno i frutti erano talmente pochi da non poterci fare il vino. Il santo di Assisi ordinò comunque di raccogliere i pochi grappoli, che fece pigiare in una vasca (ancora visibile), ottenendo, miracolosamente, più del doppio del vino ottenuto l’anno precedente. Uscendo dalla chiesa, si accede a un chiostro piccolo e accogliente, e ci si avvia verso il luogo dove san Francesco si ritirava a pregare. In questo santuario, avrebbe scritto parti del Cantico delle Creature.
Quello della Foresta è più di un santuario: al suo interno, vive la comunità “Mondo X”, che aiuta i suoi ospiti a uscire dalle dipendenze. Mondo X nasce negli anni ‘60 a Milano, da un’idea di padre Eligio, fondatore di Telefono Amico. La giornata scorre sempre uguale, preghiera, colazione e lavoro. Niente internet, niente social, niente televisione, nessun contatto con le famiglie per almeno sei mesi. Permanenza libera, almeno di tre anni.
Qui abbiamo celebrato la messa, con padre Luigi, francescano, amico di mons. Gianfranco Agostino Gardin, che è stato vescovo a Treviso, con una partecipazione talmente commovente da aver lasciato un segno profondo nei nostri cuori.
Domenica, visita alla città di Rieti: siamo scesi nella città sotterranea, che custodisce i resti del viadotto romano, fatto costruire per evitare l’impaludamento della via Salaria, l’antica via del sale. Questi cunicoli sono inglobati nei sotterranei di alcune nobili dimore reatine, e i muri sono stati costruiti con blocchi di travertino caverno, a sostegno del piano stradale.
Ringraziamo di cuore chi ha partecipato a questo Pellegrinaggio affidandosi a san Francesco.