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“Famiglie in Rete”: nel distretto di Asolo un progetto per 27 Comuni

“Famiglie in Rete”, il progetto promosso dal Consultorio Familiare del Distretto di Asolo dell’Ulss 2 Marca trevigiana, dal 2008 trasforma il “buon vicinato” in una rete concreta di solidarietà

Nato dalla collaborazione tra il Consultorio Familiare, i Comuni e le famiglie del territorio asolano, il progetto “Famiglie in rete” si è affermato negli anni come un modello innovativo di welfare di comunità. Un’eccellenza che nel 2012 ha ricevuto dalla Regione Veneto il mandato ufficiale per diffondere questa progettualità in tutto il territorio regionale, incluso il Trevigiano. Oggi il progetto è una realtà consolidata in 27 Comuni del Distretto Asolo, grazie al lavoro sinergico e costante tra le assistenti sociali comunali, l’équipe di educatori della Cooperativa Kirikù e gli operatori del Consultorio Familiare.

Così Dina e Roberto, che partecipano al progetto, hanno voluto raccontare l’esperienza: “Fare qualcosa gratuitamente per gli altri ci ha regalato grandi soddisfazioni. Abbiamo ricevuto molti doni dalla vita e una delle cose più belle è la stima dei nostri figli. Cinque anni fa abbiamo conosciuto “Famiglie in Rete” di Borso del Grappa e da allora partecipiamo con entusiasmo agli incontri di gruppo mensili. Sono occasioni in cui ciascuno racconta le proprie esperienze di accoglienza – dal tenere compagnia a persone anziane o ammalate, al sostegno scolastico per bambini e ragazzi in difficoltà, alla vicinanza a famiglie fragili – condividendo difficoltà, progressi e consigli. Liberamente si parla delle difficoltà incontrate e dei progressi fatti, ci si scambiano opinioni, pareri e consigli. Soprattutto, nessuno si sente solo: ognuno fa ciò che può per contribuire a una comunità attiva, capace di essere vicina alle persone e di contrastare le indifferenze”.

Prevenzione e “buon vicinato”: gli obiettivi

Il progetto si rivolge, in ottica preventiva, a quei nuclei familiari che stanno attraversando un momento di temporanea difficoltà relazionale, educativa o organizzativa. Chi aderisce partecipa a incontri mensili di gruppo, accompagnati dagli operatori, per confrontarsi e attivare percorsi di “buon vicinato”, fatti di fiducia e supporto reciproco. L’obiettivo fondamentale è duplice: sostenere le famiglie affinché diventino protagoniste del proprio benessere e promuovere una cultura della vicinanza per creare, in ogni Comune aderente, una vera e propria rete di solidarietà diffusa.

Un approccio ecologico-sociale

Il metodo di “Famiglie in Rete” si fonda su un approccio ecologico-sociale, che valorizza la capacità della comunità di prendersi cura delle persone e riconosce nelle relazioni il principale strumento di crescita e prevenzione. I principi che guidano il progetto sono la sussidiarietà, intesa come sostegno reciproco tra i cittadini, e la prossimità, ovvero lo sviluppo della rete di contatti più vicina alla propria quotidianità. In questo modello si superano le tradizionali distinzioni tra chi aiuta e chi viene aiutato: ogni famiglia mette a disposizione competenze, tempo ed esperienze, in un percorso di corresponsabilità e di crescita condivisa.

L’accoglienza non è della singola famiglia, ma di tutta la Rete - spiegano gli operatori del Consultorio Familiare del Distretto Asolo -. Ogni percorso nasce da un confronto collettivo e viene sostenuto da tutta la comunità. Anche quando sono coinvolti dei minori, chi accoglie non si sostituisce ai genitori, ma li affianca, accompagnando i bambini e i ragazzi nel loro percorso di crescita. È questa la forza del progetto: una responsabilità condivisa che rende la comunità protagonista”.

Entrare in “Famiglie in Rete” significa assumersi una responsabilità sociale che diventa anche un’opportunità di crescita personale. L’esperienza di questi anni dimostra che la generatività – fare qualcosa di concreto per gli altri – rafforza non solo chi riceve aiuto, ma l’intera comunità, rendendola più coesa, inclusiva e capace di non lasciare indietro nessuno.

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