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Giovani: costruire una comunità educante con un progetto di Volontarinsieme
Per affrontare gli episodi di violenza, avvenuti a Treviso nelle ultime settimane fra ragazzi adolescenti, oggi la città ha un’arma in più. Si tratta del progetto “Giovani in centro. Costruire una comunità educante in città”, già partito con l’obiettivo di creare nel centro storico uno spazio di aggregazione ed educazione per i giovani, aperto e partecipato, ovvero una “comunità educante”.
Il progetto è già partito e vede come capofila Volontarinsieme OdV. L’obiettivo è creare nel centro storico di Treviso uno spazio di aggregazione e educazione per i giovani, aperto e partecipato, ovvero una “comunità educante”. Un contenitore in cui saranno creati percorsi partecipati, eventi, incontri e manifestazioni, che coinvolgeranno i giovani connettendoli con le realtà direttamente presenti nel territorio. Anna Corò, presidente di Volontarinsieme, racconta oggi il progetto ai microfoni di Antenna Tre, in occasione di un approfondimento sul tema dei bisogni e necessità dell’età evolutiva, dove interverrà anche il dottor Nicola Michieletto, direttore Servizio Infanzia, adolescenza, famiglia e consultori (IAFC) dell’Ulss 2 Marca Trevigiana.
La prima fase del progetto “Giovani in Centro” è già partita con la costituzione di 4 gruppi di lavoro già operativi e differenziati per categoria di partecipanti: studenti delle scuole superiori coinvolte (Liceo Canova e Liceo Duca degli Abruzzi), adulti del mondo della scuola (docenti, genitori, personale ATA), giovani membri di associazioni e gruppi informali, adulti appartenenti ad associazioni operanti nel centro storico. Lo scopo è sondare e mappare i bisogni di ragazzi e ragazze, capire in quale direzione operare per dare loro uno spazio di espressione positivo e costruttivo. Nella seconda fase del progetto (prevista tra autunno 2024 e prima parte del 2025) si andrà invece a effettuare la progettazione di eventi, iniziative, manifestazioni, da realizzare nel centro storico di Treviso. Queste iniziative i giovani potranno inventarsele e saranno poi supportati da tutti i soggetti partner del progetto nella fase organizzativa. È prevista anche un’attività di “rigenerazione urbana”, ovvero di recupero, pulizia e rimessa a nuovo di uno spazio urbano inutilizzato e abbandonato (ancora da individuare) ad opera dei ragazzi stessi. Gli eventi si svolgeranno nella primavera 2025. Si prevede inoltre un grande evento finale, da realizzare in centro, tra giugno e luglio 2025. A conclusione del progetto verrà prodotto uno studio di impatto sociale per valutare il cambiamento generato nel territorio, in particolare la capacità della costituita comunità educante nell’operare in maniera efficace e sostenibile.
Il progetto vedrà un centinaio di studenti delle classi prime e terze dei 2 licei coinvolti, una cinquantina tra insegnanti e altro personale scolastico, altrettanti genitori, oltre ad alcune decine di persone tra volontari, esercenti, rappresentati delle istituzioni, enti, associazioni. Sono partner del progetto: Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana, Comune di Treviso, Veneto Lavoro, Ascom-Confcommercio di Treviso, Liceo Ginnasio Statale Antonio Canova di Treviso, Liceo Statale Duca degli Abruzzi di Treviso, La Esse Società Cooperativa Sociale, Istituto Veneto Terapia Familiare, Consultorio Familiare di Treviso (Impresa Sociale Centro Servizi Famiglia), Associazione Mani Tese, UISP Comitato territoriale di Treviso. Il progetto rientra nel “Bando per le comunità educanti” promosso dalla Fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
“L’obiettivo è prevenire la dispersione e l’abbandono scolastico, sopperendo anche a situazioni di povertà educativa, e promuovendo il diritto dei minori a un’educazione inclusiva e partecipata - commenta la presidente di Volontarinsieme, Anna Corò - a partire dalla prospettiva del dialogo intergenerazionale tra minori e adulti in ambito scolastico ed extra-scolastico, l’ambizione del progetto è di dedicare ai minori una visibilità e uno spazio in cui sviluppare opportunità di aggregazione e impegno civico, costruendo o rafforzando il legame di appartenenza con la propria città. Gli episodi di cronaca di questi giorni ci dicono che un progetto di questo tipo è quantomai necessario per rivitalizzare e valorizzare positivamente il centro storico cittadino”.



