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Piano casa: per il Sunia, sindacato inquilini, troppo poche le case popolari a prezzo calmierato
“Il Piano Casa non risponde alle reali esigenze del Paese”, dichiara il Sunia, il sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, l’organizzazione della Cgil che si occupa di tutela del diritto alla casa. “Dopo mesi di annunci e senza alcun confronto preventivo con i sindacati degli inquilini – commenta il Sunia – questo piano è del tutto inadeguato a rispondere alla drammatica emergenza abitativa che colpisce migliaia di lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie”. Le ragioni della contrarietà alla legge si concentrano su alcuni nodi cruciali: la progressiva dismissione del patrimonio di edilizia pubblica, la mancanza di tetti agli affitti privati, lasciando lavoratori, studenti e famiglie alla mercé di rincari insostenibili. C’è poi la questione dell’eccessivo affidamento ai fondi privati nazionali ed esteri, con il rischio di favorire operazioni speculative.
Le medesime preoccupazioni sono condivise dal Sunia di Treviso e dalla segreteria provinciale, coordinata da Deborah Marcon.
“Per risolvere la grave mancanza abitativa - commenta -, il Piano Casa avrebbe dovuto prevedere un aumento importante del numero di case popolari e a prezzo calmierato, cosa che non fa. Per dire, negli ultimi due bandi per la provincia di Treviso, le richieste di casa popolare erano quasi 900, di cui oltre 600 sono rimaste inevase, nonostante gli sforzi che Ater sta facendo, ad esempio a Monigo, con un grande piano di recupero per aumentare alloggi popolari”. Senza contare che c’è tutta una fascia di persone che lavorano e che ciò nonostante non riescono ad accedere alla casa: “Potrebbero permettersi affitti mensili di 400-500 euro, mentre il libero mercato viaggia sugli 800 euro. C’è chi condivide stanze, chi va ospite di amici o familiari, ragazzi che rimangono con i genitori, chi rinuncia definitivamente, ad esempio insegnanti, personale Ata, dipendenti delle Poste. È un problema per tutti, non solo sociale, anche per gli enti e le aziende che perdono lavoratori”.
L’emergenza casa sarebbe divenuta drammatica dopo il Covid: molti proprietari si sono disaffezionati alle locazioni, temendo morosità, hanno preferito chiudere le locazioni, vendere (o svendere) i loro immobili, anche in seguito alla normativa delle case green, oppure destinarli a locazioni turistiche. Oggi, che fare? “Dovrebbe essere lo Stato a dircelo. Per dare una misura, a Treviso il patrimonio abitativo pubblico si aggira sul 3,4%, mentre la media italiana è del 4% e nelle grandi città europee addirittura intorno al 35%. Servirebbe un grosso sforzo pubblico per l’acquisizione di nuovi immobili”.
Il quadro
È legge il cosiddetto Piano Casa, voluto dal Governo Meloni per rilanciare le politiche abitative nazionali e fornire risposte efficaci e strutturate al crescente disagio abitativo che si registra un po’ ovunque in Italia. La Legge n.116 del 2 luglio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, converte il Decreto legislativo 66/2026, introducendo disposizioni urgenti per recuperare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Erp) e sociale (Ers), incrementare l’offerta abitativa a prezzi accessibili e favorire il partenariato pubblico-privato (Ppp), con semplificazioni procedurali e nuovi strumenti finanziari.
L’obiettivo dichiarato del Piano Casa è arrivare a investire dieci miliardi di euro nei prossimi dieci anni, per rendere disponibili oltre 100 mila case nuove a prezzi calmierati e 600 mila appartamenti ristrutturati (per ora nel decreto le risorse stanziate sono poco più di 1,1 miliardi di euro, il Governo prevede di poter ricavare il resto da vari fondi europei e nazionali e da investimenti privati nei prossimi anni).
Interpellando le categorie degli imprenditori, industriali e artigiani trevigiani, e il sindacato degli inquilini, abbiamo cercato di capire quali opportunità ed eventuali criticità intravedono in questa nuova misura decisa dal Governo, rispetto alla quale si evidenziano aspettative molto elevate, poiché il problema casa esiste, eccome, anche in Veneto, e presenta dimensioni importanti.



