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Ferite al verde pubblico: pioggia di segnalazioni
Si direbbe una vera e propria pioggia di segnalazioni quella ricevuta da fine marzo dalle associazioni ambientaliste. Ad inviarle privati cittadini e cittadine che hanno notato attività di manutenzione “pesante” sul verde pubblico. Al centro dell’attenzione in particolare alcuni interventi a Nervesa della Battaglia, Carbonera e Pederobba per capitozzature degli alberi, ovvero potature drastiche e scorrette che, secondo le associazioni, sembrano in contrasto rispetto alle normative vigenti.
Gli alberi oggetto della manutenzione “selvaggia” sarebbero dei platani lungo via Roma a Carbonera, i tigli di via Case Rosse a Onigo di Pederobba e infine a Nervesa della Battaglia diverse alberature presenti nelle vie Monsignor della Casa, Tiepolo e viale della Rimembranza.
A Treviso, invece, grazie all’intervento di un cittadino, Lipu Treviso, Legambiente Treviso e Wwf Terre del Piave hanno mandato una segnalazione ufficiale all’Ente parco fiume Sile, alla regione, alla Polizia provinciale e al sindaco a proposito di un’attività di pulizia delle acque da foglie, erbe, sfalci ed altro materiale vegetale compiuta in questo periodo da operatori a bordo di appositi mezzi natanti, sul tratto del Sile compreso tra il Lungosile Mattei ed il tratto di canale emissario denominato “ai Salici”, che va dal Ponte de Fero a Porta Calvi. “Detto materiale vegetale, flottante sulla superficie dell’acqua a formare “isolette” composte di erbe, sfalci e rami secchi” scrivono le associazioni, “è utilizzato in questo periodo da diverse specie di uccelli, quali folaghe, cigni reali ed altri ancora legati a questo tipo di habitat, per compiere la nidificazione. L’attività di pulizia segnalata risulta, quindi, incompatibile con il successo riproduttivo per le popolazioni di uccelli anzi menzionate, in quanto vi è il grave rischio che nidi, uova e pulcini vengano asportati e distrutti assieme al materiale vegetale”.
La richiesta agli enti è dunque anche in questo caso di verificare che tali attività siano state autorizzate rispettando le normative (in particolare Legge n. 157 dell’11 febbraio 1992, art. 5 della Direttiva 2009/147/CE, art. 5 del DPR 357/1997, infine art. 6, paragrafo 3, della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”).



