Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Aperta la Porta Santa al Ca' Foncello
Martedì 1° novembre, con una semplice cerimonia, il vicario generale, mons. Adriano Cevolotto, ha aperto la Porta Santa nella chiesa dell'ospedale regionale Ca' Foncello a Treviso. Presenti il direttore generale Francesco Benazzi e il direttore sanitario Marco Morganti. Rimarrà aperta fino a 13 novembre.
L'annuncio era giunto un po' a sorpresa qualche tempo fa direttamente dal Vescovo di Treviso: la porta santa sarà aperta in Ospedale a Treviso. E' così è stato. Questa mattina, martedì 1° novembre, prima della celebrazione per la solennità di Ognissanti, mons. Adriano Cevolotto, vicario generale della diocesi di Treviso, incaricato dal vescovo mons. Gianfranco Agostino Gardin, ha aperto ufficialmente la Porta Santa della chiesa interna all'ospedale Ca' Foncello, benedicendo i tanti fedeli presenti alla cerimonia religiosa. Malati, famigliari, medici, infermieri, volontari ospedalieri, religiosi e religiose. E anche i il direttore generale Francesco Benazzi e il direttore sanitario Marco Morganti. Che senso ha aprire la Porta Santa in ospedale quando siamo ormai alla conclusione dell'anno santo della Misericordia? Ha sottolineato mons. Cevolotto. E' un richiamo forte per questi ultimi quindici giorni, "perché la Misericordia conduce e riparte da questo luogo". Luogo dove si fa l'esperienza della fragilità umana, e per alcuni anche l'esperienza della morte. Ma anche luogo della cura, di persone che per professione si prendono cura degli altri. Luogo di prova esistenziale e di fede. Luogo che conosce anche la ribellione a ciò che ci capita, ma luogo di purificazione. E infine luogo di vita, di attesa, di speranza e di guarigione. Si intrecciano tutte queste esperienze della vita in ospedale. "In qualche modo l'ospedale è un santuario della fede provata" - ha proseguito mons. Cevolotto nella omelia della santa messa, concelebrata da padre Luigino Zanchetta e da padre Giovanni Bortignon. In ospedale troviamo un'umanità ferita e minacciata, una di quelle "periferie esistenziali molto care a papa Francesco e divenute care ormai a tutti noi".
Come non vedere che l'ospedale è uno spazio di Misericordia dove si esercitano opere di misericordia: assistere gli ammalati, consolare gli afflitti, pregare Dio per i vivi e per i morti. E proprio in questo luogo viene posto il segno della porta Santa: Gesù è la Porta Santa. E lo spazio in cui si apre la Porta è la Misericordia. Noi siamo invitati ad entrare nella Misericordia". "Siate misericordiosi come il Padre - ha concluso mons. Cevolotto -. La Porta Santa in questo luogo, a differenza delle altre, è oltrepassata sia in entrata che in uscita. E l'invito ad essere «misericordiosi come il Padre, ci dice «come il Padre» quando entriamo, «misericordiosi» quando usciamo, per portare misericordia e consolazione nel mondo”.



