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Caritas, il Bilancio 2023: la speranza è un cammino fatto insieme

Educazione alla pace, accoglienza, promozione umana e giustizia sociale alcuni dei capitoli del documento. “E’ urgente ritrovare l’ampio respiro di sognare e lottare per un mondo migliore. Non da soli, ma insieme, ritrovando la dimensione del «noi»”. Sabato 11 maggio, dalle 16, porte aperte alla Casa della Carità con “Venite e vedrete”

Il racconto di un anno intenso, particolare, quello che emerge dalle pagine del Bilancio Sociale 2023 della Caritas diocesana di Treviso. “Un anno caratterizzato da tre eventi in particolare: la celebrazione del 50°; la nascita della Fondazione Caritas Treviso; l’improvvisa scomparsa di don Davide Schiavon, a lungo direttore di questo ufficio pastorale, a cui come équipe abbiamo scelto di dedicare un saluto a conclusione del bilancio” hanno raccontato nella conferenza stampa di presentazione don Bruno Baratto, coordinatore «ad interim» di Caritas e le operatrici Elena Luison ed Erika Della Bella.

Il Bilancio Sociale racconta gli eventi accaduti nel 2023, ma li rilegge in chiave narrativa come approdo di un cammino fatto insieme, passo dopo passo. È diviso in quattro aree: promozione Caritas e territorio; educazione alla pace e giovani; accoglienza e promozione alla mondialità; promozione umana e giustizia sociale. A conclusione di ognuno di questi capitoli, sono raccontati alcuni momenti significativi relativi agli eventi organizzati in occasione del 50° di Caritas Tarvisina. Il filo conduttore della narrazione è il tema della speranza, l’urgenza di ritrovare l’ampio respiro di sognare e lottare per un mondo migliore, per la giustizia e per la pace. Non da soli, ma insieme. E questo anche in una rete di collaborazione che, è stato ribadito, coinvolge l’intero territorio diocesano, Istituzioni, Amministrazioni locali, associazioni, impegnati insieme per il bene comune.

Promozione Caritas nel territorio

Compito sul territorio di Caritas Tarvisina e delle Caritas parrocchiali è l’animazione pastorale, intesa come promozione del senso della carità all’interno delle comunità, sia nel contesto parrocchiale, sia a livello civile. Esprime l’impegno della Chiesa a collocarsi in modo attivo nella storia. La formazione è sempre stata uno dei pilastri dell’azione di Caritas. Negli ultimi 5 anni la formazione intervicariale è stata una delle proposte più significative.

In carcere continua l’impegno per concretizzare una pastorale penitenziaria, con la presenza costante all’interno della Cappellania penitenziaria, composta dai cappellani e da altre figure. Anche nel 2023 l’attenzione a dare risposte concrete ai detenuti, ma al contempo nel cercare di porre dei segni che aiutino a cambiare lo sguardo sul carcere e su chi lo abita. Tra le iniziative attuate: il progetto “Oltre le sbarre”, in collaborazione con la Fondazione Opera Monte Grappa e in sinergia con l’amministrazione penitenziaria e la cooperativa Alternativa Ambiente; l’iniziativa “Vestiti con dignità”, la distribuzione di indumenti a favore dei detenuti della Casa circondariale di Treviso; il progetto di accoglienza “Il Sicomoro” nella parrocchia di Varago, per rispondere a un bisogno di accoglienza e inclusione nei confronti di persone che hanno vissuto il carcere; la ripresa della collaborazione con l’Ufficio di esecuzione penale esterna di Treviso e Belluno per accogliere persone che svolgono ore di volontariato in Casa del Carità. Molte energie sono state investite anche nell’animazione del territorio: incontri nelle parrocchie e la rubrica mensile “Condannati a vivere”, sulla Vita del Popolo.

Educazione alla pace e giovani

Anche nel 2023, l’attenzione ai giovani è stata centrale nell’azione di Caritas: #unamorechespacca è lo slogan che racchiude tutte le attività per giovani proposte: l’Anno di volontariato sociale, Casa Jawo, Corridoi di pace in Serbia, Finire in Bellezza, M’illumino d’Impegno e B&B: Benedizione&Bellezza; le ultime tre iniziative insieme all’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile. Il progetto “Casa Jawo” è nato, grazie a una progettualità 8xmille, dal desiderio di offrire ai giovani uno spazio accogliente in cui vivere relazioni aperte all’incontro con l’altro, per tracciare insieme sentieri di pace. Sempre nel 2023 è nato il ciclo di iniziative “A cena con il mondo: serate per la convivialità delle differenze”.

La presenza nelle scuole ha permesso 288 incontri che hanno coinvolto circa 2.520 studenti in 146 classi. Nel 2023 è proseguito il sostegno di 13 doposcuola parrocchiali; avviata una collaborazione con il Csv Belluno-Treviso per la ricerca di volontari e studenti delle scuole superiori: 36 gli studenti e le studentesse che sono stati inseriti nei doposcuola.

Accoglienza e promozione
alla mondialità

Caritas Tarvisina ha un lungo percorso nell’accoglienza di persone migranti e le esperienze promosse in questi anni sono state diverse e numerose. Nel 2023 si è consolidato il progetto di accompagnamento della famiglia afghana arrivata in Italia a settembre 2021; l’accoglienza di due giovani provenienti dall’Afghanistan, arrivati a fine 2022 grazie ai Corridoi umanitari, con l’attivazione della comunità di Quinto per il coinvolgimento dei due giovani nella vita del paese; il progetto di Casa Viale Fratelli Bandiera per persone con background migratorio, con regolare permesso di soggiorno e un’occupazione stabile. E’ continuato il progetto di “Accoglienza di comunità”, promosso da Caritas dopo lo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022. A fine 2023, erano 14 le realtà accoglienti, con la partecipazione di 73 volontari, e le persone accolte 54, di cui 24 minori.

Prosegue la vicinanza tra Chiese sorelle, con esperienze di gemellaggio o progetti di cooperazione in Serbia, Mali e Togo. Nel 2023 sono state raccolte donazioni per circa 430 mila euro, per le diverse emergenze: il terremoto in Turchia e Siria, l’alluvione in Emilia-Romagna, il terremoto in Marocco, il conflitto in Terra Santa.

Promozione umana e giustizia sociale

Nel 2023 la Casa della Carità ha fronteggiato un considerevole aumento di accessi ad alcuni servizi (in particolare docce e mensa): questi dati sono riconducibili, almeno in parte, alla presenza di una quota di richiedenti asilo considerati “transitanti” (provenienti soprattutto da Pakistan e India) bloccati dai tempi della burocrazia, che di fatto impedisce loro di accedere a servizi essenziali, i quali fanno affidamento in maniera stabile su tali servizi. Sta fortemente cambiando la tipologia di ospiti accolti nella Casa della Carità: oggi la maggior parte sono persone che rischiano di perdere fiducia nel futuro e che passano da un luogo a un altro per poter continuare a sopravvivere, in una dinamica di “adattamento per rinuncia”.

Il 2023 ha visto accedere al Centro di Ascolto 536 persone (443 uomini e 93 donne), di cui 283 per la prima volta, un numero in linea con l’anno precedente. Si conferma una preponderanza di uomini (82,6%) e una fetta importante di cittadini italiani (quasi il 20%). Tuttavia, i bisogni espressi dagli ospiti e gli interventi offerti sono notevolmente aumentati. Rimangono elevati i problemi economici, soprattutto di povertà estrema (accattonaggio e totale assenza di reddito) e il problema dell’alloggio. Gli interventi, dunque, continuano a essere per lo più legati a servizi di prima necessità (dei contributi erogati, il 38% sono stati per il sostegno al reddito e il 18% per affitti e utenze). Nel 2023 il tema dell’abitare è diventato preponderante nel dibattito sulle povertà.

Relativamente ai servizi i dati non si discostano di molto da quelli del 2022, tranne che per il servizio mensa e docce. Sono stati quasi 1.500 gli ascolti, più di 6.100 notti, 605 lavaggi, più di 4.100 docce, con una richiesta pari a quasi il doppio dell’anno precedente, e più di 18.600 i pasti serviti in mensa, praticamente dieci pasti in più ogni sera: altre dieci persone che ci richiamano a una responsabilità che in questo tempo rischia di venir meno.

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