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San Francesco, in migliaia per la venerazione delle spoglie mortali, ad Assisi
“È proprio vero che san Francesco vive! Migliaia di persone, in un clima di raccoglimento ma anche di gioia, hanno varcato le porte della basilica per venerare i resti mortali di san Francesco e sentirlo sussurrare nel loro cuore una parola di bene che sostiene e fa crescere. Un segno tangibile di questa gioia composta e festosa è il silenzio che avvolge la basilica: niente cellulari, niente selfie, solo tanta commozione e spiritualità. Un sentito grazie a tutti coloro che sono venuti, che amano Francesco e che collaborano con noi frati per rendere questa occasione un autentico momento di fraternità”.
Così fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento d’Assisi, al termine della prima giornata dell’ostensione pubblica delle spoglie mortali di san Francesco che si è aperta ieri nella chiesa inferiore della basilica di San Francesco in Assisi. Fin dalle prime, i pellegrini si sono messi in coda per la venerazione delle reliquie. L’accesso alla chiesa inferiore ha registrato una media di circa 1.500 persone ogni ora, consentendo a un numero significativo di pellegrini di raccogliersi in preghiera davanti alle spoglie del Santo. A tutti i pellegrini è stato consegnato un libretto pensato per accompagnare il percorso di venerazione.
I dati – spiegano dal Sacro Convento di San Francesco – sono quelli di un grande “Giubileo francescano”: sold out tutti gli slot orari della prima giornata, confermando le previsioni, per un totale di circa 18.000 persone entrate nella chiesa inferiore della Basilica per rendere omaggio al Santo di Assisi.
Ieri mattina, la solenne celebrazione delle 11, presieduta dal card. Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le basiliche papali di Assisi e andata in onda su Rai1 all’interno del programma “A sua immagine”, ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli nella chiesa superiore della basilica, fino al raggiungimento della massima capienza consentita.
Fra’ Marco Moroni, custode del complesso francescano, parla di un’esperienza di fede “corporea”, che richiama il cuore dell’incarnazione cristiana: “Entrare in relazione con i santi significa incontrare una vita donata. Francesco ha perso la propria vita per il Vangelo e proprio così l’ha ritrovata”. Il custode invita a “puntare all’essenziale”, oltre le molte letture del Santo: “Prima di tutto Francesco è un uomo di Vangelo che ci parla di Gesù”. Le prenotazioni sfiorano le 400 mila presenze, con accessi regolati per garantire sicurezza e ordine pubblico.
Per mons. Domenico Sorrentino, amministratore apostolico della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, esporre le ossa di Francesco “significa dire che Francesco è vivo”. Pace, custodia del creato, dialogo sono dimensioni note del suo messaggio, “ma il segreto più profondo è la scelta radicale di Gesù”. Mons. Sorrentino – che dal 25 marzo sarà emerito nella diocesi assisana – richiama il gesto dello spogliamento davanti al padre e al vescovo Guido come chiave di lettura: “Solo Gesù vale davvero, il resto passa”.Per la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, si tratta di un momento “che non ha quasi parole per essere descritto”, capace di coniugare gioia, accoglienza e senso di responsabilità. La Regione nei giorni scorsi ha approvato all’unanimità la legge per l’ottavo centenario, con una dotazione di 2,5 milioni di euro e un’“opera segno”: l’istituzione di un hospice pediatrico nella rete delle cure palliative, definito “monumento alla vita” in onore del Santo assisano. “L’attualità di Francesco – ha sottolineato – sta nel suo coraggio rivoluzionario e nella sua capacità di parlare ai giovani. Colpisce l’attrattività che esercita ancora oggi in tutto il mondo”. Il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, evidenzia la sfida organizzativa di un evento lungo un mese: “Siamo abituati a grandi appuntamenti, ma qui il banco di prova dura 30 giorni”. Con prefettura, forze dell’ordine e volontariato è stata predisposta una macchina dell’accoglienza per garantire la migliore convivenza possibile tra pellegrini e residenti. “A 800 anni dalla morte – afferma – il suo messaggio di pace, fraternità e rispetto del creato è più che mai attuale: se ognuno ne vivesse anche solo una parte, il mondo sarebbe migliore”.
L’evento dell’ostensione, che proseguirà fino al prossimo 22 marzo, e altre iniziative del Centenario francescano sono sostenute anche dal Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco presieduto dal poeta Davide Rondoni.



