lunedì, 08 giugno 2026
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Caro affitti: per Cna è emergenza sociale ed economica

Dal 2019 al 2025 i canoni di locazione a Treviso sono aumentati del 25%, mentre gli stipendi sono cresciuti del 10%. Per affittare un appartamento di 70 mq oggi servono quasi cinque mensilità di lavoro all’anno. Questo quanto emerge dallo studio di Cna provinciale di Treviso

Il costo della casa si conferma una delle principali criticità per lavoratori, famiglie e imprese anche nel trevigiano. È quanto emerge dallo studio realizzato da CNA a livello nazionale sui costi medi degli affitti nei 109 capoluoghi di provincia italiani. Tra questi, Treviso si colloca al 29° posto per aumenti dei canoni di locazione registrati tra il 2019 e il 2025, e al 23° posto per incidenza dell’affitto sul reddito da lavoro.

I dati evidenziano una crescita significativa dei costi abitativi. Nel 2019 il canone medio mensile per un appartamento di 70 metri quadrati in città era pari a 620 euro. Nel 2025 la cifra è salita a 775 euro, con un aumento del 25% nell’arco di sei anni. Particolarmente rilevante è il peso dell’affitto sul reddito dei lavoratori. Considerando uno stipendio medio mensile di 1.950 euro, il costo dell’affitto assorbe il 40% delle entrate. In termini annui, un lavoratore trevigiano destina circa 9.300 euro al pagamento del canone di locazione, una somma che equivale a 4,8 mensilità su dodici. A preoccupare è soprattutto il divario tra l’andamento degli stipendi e quello degli affitti. Tra il 2019 e il 2025 le retribuzioni sono aumentate mediamente del 10%, mentre i canoni di locazione hanno registrato una crescita del 25%, determinando uno scarto di 15 punti percentuali.

A livello veneto, la situazione risulta ancora più critica nei capoluoghi di Padova e Venezia, che figurano ai vertici della classifica nazionale insieme a Milano, Firenze e Bologna. All’estremo opposto si collocano invece Rovigo e Belluno, tra le province che hanno registrato gli incrementi più contenuti dei canoni di locazione.

Il commento del presidente CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco: “Questi numeri dimostrano che il tema della casa non è più soltanto una questione sociale, ma rappresenta una vera emergenza economica. Quando una quota così rilevante del reddito viene assorbita dall’affitto, diminuisce la capacità di spesa delle famiglie e diventa più difficile per le imprese trovare e trattenere lavoratori qualificati. Anche il nostro territorio sta risentendo delle difficoltà legate all’accesso all’abitazione. Le aziende, in particolare le micro e piccole imprese, faticano sempre più ad attrarre personale proveniente da altre province o regioni, perché il costo della casa rappresenta un ostacolo concreto alla mobilità professionale. Il rischio è quello di compromettere la competitività di un territorio che continua a esprimere una forte domanda di lavoro. È necessario intervenire con misure strutturali capaci di aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, favorire il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivare la riqualificazione degli edifici esistenti. Servono un Piano casa efficace e politiche abitative in grado di coniugare sviluppo economico e sostenibilità sociale. Senza interventi concreti rischiamo di avere città sempre meno accessibili ai giovani, ai lavoratori e alle competenze di cui le imprese hanno bisogno per crescere”.

Ufficio stampa

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