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Coldiretti Treviso in udienza in Vaticano: incontro con papa Leone XIV e con il cardinale Pietro Parolin

Una giornata di grande significato umano, spirituale e istituzionale per Coldiretti Treviso, protagonista, mercoledì 1° aprile a Roma, di un incontro ufficiale sul sagrato di San Pietro con papa Leone XIV, seguito da un momento di confronto privato con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede.

La delegazione trevigiana è stata guidata dal presidente Giorgio Polegato, dal direttore Giuseppe Satalino e dal consigliere provinciale Angelo Facchin, presidente della zona Coldiretti di Oderzo e rappresentante in Camera di Commercio. Un incontro che ha assunto un valore profondo, non solo per la dimensione istituzionale, ma anche per il forte legame che Coldiretti Treviso continua a coltivare con i principi cristiani della Chiesa, ancora oggi fondanti nel proprio statuto e nella propria azione quotidiana. Una presenza che si traduce anche nella figura dei consiglieri ecclesiastici all’interno del Consiglio provinciale, segno concreto di una visione che pone al centro la persona, la comunità e il valore etico del lavoro agricolo. Nel corso dell’udienza con il Santo Padre, la delegazione ha voluto portare un segno tangibile della terra trevigiana, offrendo una selezione di eccellenze agroalimentari simbolo di identità, tradizione e qualità. Tra queste, il Prosecco, la Casatella Trevigiana DOP, gli asparagi di Badoere e Cimadolmo, il radicchio rosso di Treviso IGP, quello di Castelfranco IGP, il miele del Grappa, le confetture di Nonno Andrea e altri prodotti rappresentativi di un territorio che esprime, attraverso l’agricoltura, cultura e bellezza.

Un gesto semplice ma carico di significato: raccontare, attraverso i prodotti, il lavoro quotidiano degli agricoltori, custodi del paesaggio e protagonisti di una filiera che unisce tradizione e innovazione.

Nel successivo incontro con il cardinale Parolin, si è aperto un dialogo su temi di grande attualità: il ruolo dell’agricoltura nella costruzione di comunità sostenibili, la tutela del territorio, il valore sociale dell’impresa agricola e la necessità di sostenere le nuove generazioni nel percorso imprenditoriale. Un confronto che ha evidenziato la centralità del mondo agricolo non solo sotto il profilo economico, ma anche come presidio di valori e coesione sociale. “È stata un’esperienza intensa e carica di emozione - ha dichiarato il presidente Polegato - che ci richiama ancora una volta alla responsabilità del nostro lavoro. L’agricoltura non è solo produzione, ma è relazione, cura e visione. Portare la voce dei nostri agricoltori in un luogo così simbolico significa rinnovare il nostro impegno verso un modello di sviluppo che metta al centro la dignità della persona e il rispetto della terra”.

Coldiretti Treviso torna da Roma con rinnovata consapevolezza e con la volontà di proseguire nel proprio percorso, rafforzando il legame tra territorio, istituzioni e valori, in una visione che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

“L’incontro con il Santo Padre papa Leone è stato ricco da molteplici punti di vista: umano, per l’intensità e la semplicità del suo sguardo; spirituale, per il richiamo forte ai valori della dignità del lavoro e della cura del creato; e sociale, per l’attenzione costante verso le comunità e le famiglie che vivono e lavorano nei nostri territori. Portiamo con noi un momento che non è solo simbolico, ma profondamente concreto, perché ci ricorda ogni giorno il senso del nostro impegno: essere agricoltori significa custodire la terra, ma anche le relazioni, la speranza e il futuro delle nuove generazioni. Un ringraziamento speciale va al Santo Padre per la benedizione che ha voluto rivolgere a tutti i coltivatori e alle loro famiglie di Coldiretti Treviso: un gesto che sentiamo vicino, che ci accompagna e che rafforza il nostro cammino. Allo stesso modo - prosegue Polegato -, dobbiamo essere orgogliosi di avere un veneto come il cardinale Pietro Parolin, una figura di altissimo profilo, capace di unire competenza, visione e una straordinaria umanità. In lui abbiamo trovato accoglienza, ascolto e una sensibilità autentica verso il mondo agricolo e i territori. È un esempio concreto di come le radici possano dialogare con il mondo, mantenendo sempre saldi i valori della persona e della comunità”.

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