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La bilateralità per affrontare le nuove sfide

Per EBiCom-EBt Treviso occorre rilanciare il patto tra imprese e lavoratori-lavoratrici per rendere il terziario di mercato un settore attrattivo

In tempi in cui l’inflazione divora i margini di crescita, i redditi medi, in provincia, si abbassano (da 24.574 a 24.192 fonte Nem), i prezzi degli immobili salgono, il ceto medio si assottiglia, il mercato del lavoro cambia, il caro vita assedia le famiglie, l’Ai entra nel quotidiano, occorre rilanciare il patto tra imprese e lavoratori-lavoratrici per rendere il terziario di mercato un settore attrattivo: la bilateralità rappresenta lo strumento più potente per affrontare queste nuove sfide.

Questo l’appello che il presidente di EBiCom-EBt Treviso Alberto Irone, congiuntamente al vicepresidente Maurizio Piovesan, lanciano alla vigilia della giornata del 1° maggio, condividendolo con tutte le Parti sociali rappresentate.

“La giornata del 1° maggio - sottolinea il presidente Alberto Irone - ci ricorda che il lavoro non è più solo una fonte di reddito, ma un progetto di vita articolato e complesso che va costruito in maniera sartoriale passando attraverso l’alleanza dipendenti -impresa ed un linguaggio più inclusivo che garantisca tutele e modernità. Più occupazione per donne e giovani, più scambio intergenerazionale nelle imprese. La bilateralità offre sussidi integrativi per le famiglie, formazione trasversale e verticale per imprese e lavoratori, strumenti e piani di welfare, opportunità di conciliazione vita-lavoro, sicurezza sul lavoro. Elementi fondamentali in grado di fare la differenza e di intercettare il cambiamento prima che diventi un problema”.

“Il terziario di mercato- conferma il vicepresidente Maurizio Piovesan – non è più quello di un decennio fa. Oggi le imprese cercano figure “ibride”, capaci di interpretare le sfide della digitalizzazione, della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. La capacità di vendere o di accogliere, deve integrarsi con nuove competenze digitali. L’AI sta diventando un banco di prova per rimettere al centro la persona, con la propria capacità di pensiero e di discernimento. Per questo motivo il nostro Ente garantisce la formazione adeguata, sta finanziando una serie di master tematici di alto livello che hanno riscosso grande interesse e partecipazione sia dei dipendenti che degli imprenditori.” (foto).

La bilateralità trevigiana è considerata un fiore all’occhiello anche sul piano nazionale: a fine 2025 contava oltre 6500 aziende iscritte, per un totale di 45 mila lavoratori e lavoratrici beneficiari.

Ufficio stampa

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