domenica, 03 maggio 2026
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La storia: si può essere felici sul posto di lavoro

Eva Martini e Alessandra Scomparin sono due professioniste trevigiane nelle risorse umane che aiutano gli imprenditori e i loro collaboratori

Essere felici sul posto di lavoro, utopia o possibilità? Questa è la domanda a cui ogni giorno cercano di rispondere Eva Martini e Alessandra Scomparin, due professioniste trevigiane che operano nell’ambito delle risorse umane e che aiutano imprenditori, imprenditrici e i loro collaboratori a vivere bene il lavoro. Si sono conosciute qualche anno fa grazie a Rete al femminile, associazione che promuove il networking fra donne imprenditrici; ben presto, hanno scoperto di essere affini sul piano valoriale e della metodologia di lavoro. Nasce così Kaleidohub, il progetto con il quale le due consulenti iniziano a proporsi alle aziende clienti, che sono in prevalenza venete o del Nordest. “Hub” significa fulcro, “Kaleido” caleidoscopio e “indica come unendo frammenti differenti, proprio come accade nelle organizzazioni, si creano forme sempre nuove, colorate e uniche, grazie alle persone”.

Eva Martini è una executive coach, consulente per dirigenti, Alessandra Scomparin una counsellor organizzativa. Entrambe sono certificate come chief happiness officer, manager della felicità nell’Agile hr, Benessere strategico e Diversità e Inclusione. Accompagnano le aziende nei percorsi di evoluzione attraverso consulenza e formazione, affiancando le Risorse umane.

Detto in modo semplice, cosa fate?

Il capitale sociale di un’impresa non è costituito solo da patrimonio e fatturato, ma anche dalla capacità delle persone di costruire relazioni sane, basate sulla fiducia. Attraverso valutazione e analisi di clima, progetti di formazione e workshop costruiti su misura, le aiutiamo a far emergere i valori di riferimento, analizziamo i comportamenti e, sempre insieme a loro, verifichiamo la coerenza fra dichiarato e agito. Dopodiché, le supportiamo nel colmare il gap attraverso progetti pilota condotti con metodologie cosiddette “agili”, che aiutano le persone a mettere in pratica i nuovi comportamenti, per favorire la comunicazione, l’efficienza, l’organizzazione.

In seguito al Covid, è cambiato l’approccio al lavoro?

In realtà, le cose stavano già cambiando prima, il Covid è stato un acceleratore. Le persone hanno compreso che il lavoro è una fetta della vita, non tutto. Una difficoltà attuale delle aziende, oltre a trovare le persone giuste, è farle restare. Se non c’è una cultura organizzativa improntata all’ingaggio, al coinvolgimento, alla fiducia, ahinoi, vince il miglior offerente.

Cosa dovrebbe fare una persona che guida un’azienda?

Mettere sullo stesso piano clienti, prodotti/servizi e persone, poiché se uno di questi elementi “zoppica”, gli altri crollano. Per questo chi guida un’azienda dovrebbe coltivare comportamenti che favoriscano e premino la fiducia, la collaborazione, la capacità di assumersi rischi. In altre parole, dovrebbe far germogliare la cosiddetta “sicurezza psicologica”, ovvero la convinzione nelle persone che non verranno punite, derise o emarginate per aver espresso un’idea o manifestato dissenso. Per innovare, serve attingere all’intelligenza di tutti.

Nella vostra esperienza, cosa dire sulla parità di genere?

Nel 2026 è quasi imbarazzante dover sottolineare che tutte le persone meritano le medesime opportunità e di essere valutate soltanto per le loro capacità. Le aziende inclusive, generano un valore maggiore.

Un tema emergente?

La compresenza di diverse generazioni al lavoro, è la sfida odierna e futura. Risolvere i conflitti fra senior e junior, condurre verso un nuovo approccio le persone che fanno resistenza al cambiamento, riuscire ad attirare e trattenere i giovani, è già una rivoluzione.

Un messaggio finale da lasciare...

Ci hanno sempre detto che il lavoro è ciò che ci definisce, eppure, in tutto il mondo sempre più persone si dimettono. È arrivato il momento di guardare al lavoro non come male necessario, ma come esperienza di crescita, soddisfazione e gratificazione. (Federica Florian)

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