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Intervista: Sara Lovisetto, studentessa di Asolo, costretta a lasciare Beirut e il Libano sotto attacco

Paura di una guerra civile

Sara Lovisetto, 23 anni, originaria di Asolo, da grande vorrebbe fare la corrispondente di guerra. Ironia della sorte, proprio in mezzo a una guerra è incappata, mentre stava frequentando un master all’università Saint-Joseph, un ateneo privato francofono a Beirut, fondato nel 1875 dai Padri Gesuiti. Dopo la laurea triennale a Bologna in Sviluppo e cooperazione internazionale, aveva scelto di frequentare, da agosto scorso, un master in Democrazia e Diritti umani nella capitale del Libano. Tutto bene, prima di quel sabato in cui Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare l’Iran mentre, contemporaneamente, Israele di invadere il Sud del Libano.

“La situazione è precipitata tutta a un tratto, non era previsto - ci racconta al telefono, da casa, ad Asolo -. Inizialmente hanno bombardato il sud del Libano, dove risiedono i membri di Hezbollah, movimento sciita libanese, poi anche edifici più a nord, non distante dall’Università che è stata chiusa per qualche giorno, con l’attivazione della frequenza online che ancora continua. Poi hanno chiesto agli studenti che potevano farlo, di lasciare il Paese, per sicurezza”.

E così Sara ha fatto, dispiaciuta, anche per assecondare i desideri dei genitori, molto preoccupati che la figlia si trovasse in un territorio di guerra. “Io sarei rimasta - ci confida -. Anche perché non è piacevole trovarsi in una situazione di privilegiata, andarsene e lasciare compagni di studio, con cui hai legato, in mezzo alla crisi”.

Lasciare Beirut non è stato facile, l’ambasciata italiana non l’ha supportata, ha trovato aiuto in esponenti delle Nazioni Uniti, da cui lavorava come baby sitter e insegnante di italiano, oltre a fare tirocinio in una Ong italiana “Un ponte per”, con sede a Roma.

Il desiderio di Sara è quello di ritornare presto a frequentare in presenza, ma non è molto fiduciosa: “Il Paese continua a essere molto diviso su basi etniche, religiose. Ultimamente, però, nonostante le forti divisioni interne, il consenso per Hezbollah è cresciuto, perché lo vedono come unica forza in grado di resistere alle azioni israeliane. La paura è quella di un innesco di guerra civile. Inoltre, è abbastanza imprevedibile quello che farà Israele, ma la sensazione è che non di fermerà finché Hezhollah non sarà annientato completamente”.

Sara Lovisetto è molto ben informata della situazione libanese, ha avuto modo di discuterne in classe, dove sono presenti molti attivisti, avvocati, esperti di geopolitica.

Nei suoi progetti, c’è anche un ultimo semestre di studio a Ramallah, città palestinese situata in Cisgiordania. Anche questo un luogo definito “caldo”, ma, d’altronde, questo è il suo indirizzo di studi. Che cosa ne pensano, però, i suoi genitori? “Possono essere preoccupati, certo, ma è pur vero che mi hanno cresciuto loro con ideali di giustizia e diritti umani. Capisco che non è facile sapermi in posti di conflitto, ma spero sia il mio futuro”.

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