Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Quattro anni di guerra in Ucraina: “Esercito” di volontari
“È un inverno particolarmente freddo. La guerra continua più brutale che mai. I bombardamenti sembrano colpire molti obiettivi civili e le linee di distribuzione dell’energia elettrica. Anche le località più lontane dal fronte (come Leopoli) vengono colpite più duramente. Amici di Kiev mi scrivono che hanno energia elettrica per un paio di ore al giorno, che la notte è particolarmente difficile e spesso devono andare a dormire nei rifugi collettivi, dove almeno c’è una qualche forma di riscaldamento (fuoco e stufe). Nei loro palazzi le tubature, completamente congelate, sono esplose e quindi non sanno quando si riuscirà ad avere acqua di nuovo”.
Gianluca Colucci, chirurgo vittoriese di nascita e studi liceali, potrebbe vivere la sua tranquilla ordinarietà a Worthing (vicino a Brighton, nell’Inghilterra del sud), con la sua famiglia e il suo lavoro in ospedale, e, invece, da anni è impegnato anche in una coraggiosa avventura di volontariato a favore dell’Ucraina, attraverso l’associazione benefica Smartmedicalaid (Sma), andando più volte in Ucraina (almeno un paio di volte all’anno, consumando così le sue ferie) e continuando a raccogliere materiale e fondi.
Un’avventura nella quale è stato trascinato da Irina, una collega anestesista in cardiochirurgia, che si divide tra Inghilterra (dove lavora), Olanda (dove vive la sua famiglia) e Ucraina, dove è nata e vivono i parenti.
Già allo scoppio della guerra in Donbass nacque Sma e Irina cominciò il suo impegno, diventato più forte dal febbraio 2022, quando nel giro di poche ore dall’invasione russa è tornata in Ucraina. Sma aiuta la popolazione ucraina, raccogliendo e portando medicinali, ma anche insegnando a giovani medici e paramedici le tecniche adatte in un Paese in guerra, e aiutando nella cernita dei materiali medicali che vengono portati in Ucraina.
“Abbiamo organizzato una rete per la raccolta di materiale medico non utilizzato in diversi ospedali della costa sud dell’Inghilterra – racconta Colucci - , che regolarmente spediamo tramite ambulanze (che doniamo), in Ucraina. Tramite la rete di contatti che abbiamo stabilito, lo distribuiamo in diversi ospedali o punti medici avanzati sul fronte. Questa attività assorbe un sacco di energie, risorse e supporto. Spesso i volontari guidano i veicoli fino in Polonia ed è difficile trovare persone che vogliano portare i veicoli in Ucraina: così nell’ultimo anno ho dovuto guidare personalmente diverse ambulanze cariche di materiale da Cracovia a Leopoli”.
L’attenzione verso la guerra, con il passare del tempo, è calata: “Sì è vero, ma le attività di raccolta fondi sono essenziali per continuare a supportare le nostre attività e, per fortuna, ci sono ancora un sacco di persone disposte ad aiutare. Vi porto un esempio. Lo scorso anno, dopo alcuni mesi dalla sua dimissione dall’ospedale, sono stato contattato da Sara, una mia paziente che avevo conosciuto in un momento difficile della sua vita. Sara è un’attrice e insegnante di teatro che, utilizzando le sue conoscenze, ha organizzato una serata di cabaret a Brighton per la raccolta fondi. Dopo il successo di quell’evento, Sara ha organizzato una seconda serata con comici di fama nazionale”.
Ma questo non è l’unico impegno del dottor Colucci: “Prosegue il progetto Iole (l’acronimo di «Improve outcome of laparoscopic surgery by education», letteralmente Migliorare l’esito della chirurgia laparoscopica attraverso l’istruzione, il corso è stato offerto a oltre 300 chirurghi ucraini. In aprile 2025, ho reclutato un gruppo di otto medici ucraini e creato un gruppo di insegnamento, supervisionando le loro attività: questo permetterà di offrire corsi di alta qualità offerti da medici ucraini. Dopo un secondo corso supervisionato da me nel novembre 2025, stiamo ora organizzando il primo corso senza la mia presenza a Zaporizhzhia, per maggio 2026. Sma fornirà il materiale (simulatori e strumenti) e supporto con la logistica. Ho supportato anche i corsi di chirurgia d’urgenza per i medici che lavorano negli ospedali da campo, che prevedono una parte teorica e una parte pratica, utilizzando modelli animali. Sempre a novembre 2025, abbiamo lavorato per la prima volta nell’ospedale militare di Leopoli, in quattro giorni abbiamo condotto 19 interventi di chirurgia ricostruttiva e oncologica. Ad aprile tornerò per sostenere i corsi di chirurgia d’urgenza. E stiamo cercando di organizzare una nuova missione con lo stesso gruppo di chirurghi americani. Queste esperienze creano legami molto forti all’interno del gruppo: vite ed esperienze professionali diverse convergono e si creano amicizie che vanno oltre il lavoro, come volontari”.



