martedì, 14 aprile 2026
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Mario Brunello e i Solisti aquilani

La primavera del teatro Mario Del Monaco entra nel vivo con un appuntamento tra gli imperdibili della Stagione concertistica 25/26 con la direzione artistica del maestro Stefano Canazza. Mercoledì 15 aprile, alle ore 20, il palcoscenico trevigiano tornerà ad accogliere uno dei più completi e ricercati artisti della sua generazione: la stella internazionale del violoncello Mario Brunello. Il musicista originario di Castelfranco Veneto si presenterà nella doppia veste di violoncello solista e direttore de I Solisti Aquilani, rinomata orchestra da camera abituata a spaziare con agilità dal Barocco alle sonorità contemporanee. L’originale programma del concerto accosterà il Romanticismo di Franz Schubert al Novecento del compositore polacco Mieczysław Weinberg: musicista estremamente prolifico e a lungo tempo poco considerato, recentemente è stato riconosciuto come una delle voci più interessanti della musica nel periodo sovietico, grazie anche all’attenzione che gli stanno dedicando grandi interpreti come Brunello stesso.

Solista, direttore, musicista da camera, Mario Brunello è stato il primo Europeo a vincere il Concorso Čajkovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra, esibendosi con le più prestigiose orchestre mondiali. Suona un prezioso Maggini di inizio Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde, esplorando i capolavori del repertorio per violino di Bach, Vivaldi, Tartini e contemporanei cui ha dedicato una serie di album. Nel marzo 2024 è uscito un album dedicato alle Sonate per violoncello solo di Weinberg. L’album ha ricevuto critiche entusiaste nelle più importanti riviste musicali internazionali (5 stelle su Rondo, Diapason e Musica, Amadeus d’Oro e Exceptional de Scherzo). Mario Brunello è il direttore artistico dei Festival Arte Sella, Suoni delle Dolomiti e Festival di Stresa.

Fondati nel 1968 sotto la guida di Vittorio Antonellini, I Solisti Aquilani hanno calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo, tra cui Philharmonie di Berlino, Teatro alla Scala di Milano, Musikverein di Vienna, Salle Gaveau di Parigi, Teatro Real di Madrid e la leggendaria Carnegie Hall di New York. Il loro percorso è costellato di collaborazioni con giganti della musica quali Maurice André, Felix Ayo, Paul Badura Skoda, Hermann Baumann, Michele Campanella, Angela Hewitt, Krzysztof Penderecki, Salvatore Accardo, Luis Bacalov, Andrea Griminelli, Giovanni Sollima, Mischa Maisky, Mario Brunello, Richard Galliano, Giuliano Carmignola, Peter Eötvös e molti altri. Nel 2019 hanno lanciato il progetto “Una nuova stagione” tra Bruxelles e Roma, un vero e proprio manifesto musicale a difesa della natura, che rilegge in chiave ambientalista le celebri Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi. Pionieri della musica contemporanea italiana, hanno eseguito numerose “prime assolute” di compositori di spicco come Alessandro Solbiati, Ennio Morricone, Marcello Panni, Ivan Fedele, Nicola Campogrande, Silvia Colasanti, Carlo Boccadoro, Fabio Massimo Capogrosso, Roberta Vacca, Mauro Cardi, Francesco Antonioni, Gianvincenzo Cresta e Federico Maria Sardelli.

Il programma del concerto del 15 aprile metterà dunque a confronto due epoche e due mondi molto distanti tra loro: la Vienna nel primo Ottocento e la Mosca a metà del Novecento. Nel 1811 Schubert dedicava al fratello Ferdinand l’Ouverture in do minore: in due movimenti, è un bel saggio della temperie musicale romantica, d’impronta gustosamente beethoveniana. Compiamo quasi tutto l’arco della breve vita del viennese giungendo alla celebre Sonata in la minore D 821 (1824) composta per l’arpeggione, violoncello-chitarra inventato dal liutaio Stauffer, caduto nell’oblio per secoli, la cui parte è comunemente affidata al violoncello. Di raro ascolto, il Concertino per violoncello e archi op.43 bis è l’indiscusso capolavoro di Weinberg. Nato in Polonia, Mieczysław Weinberg fuggì due volte dall’occupazione nazista, stabilendosi infine a Mosca, dove per oltre trent’anni fu il più stretto amico e collaboratore musicale di Šostakovič. Autore di 26 sinfonie, 17 quartetti d’archi, numerose sonate e opere teatrali, fu anche un maestro della sonata per strumento ad arco solo. Movenze e stilemi che ricordano Šostakovič si percepiscono distintamente nella Sinfonietta n. 2 op.74 per archi e timpani che chiude il programma del concerto.

Ad anticipare il concerto, alle 19, al Ridotto del Teatro si terrà un incontro di approfondimento al programma a cura della storica della musica e critica Benedetta Saglietti.

I biglietti per il concerto sono in vendita nella biglietteria del Teatro Mario Del Monaco e online sul sito www.teatrostabileveneto.it

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